Il gruppo Roche porta in Italia un nuovo sistema di monitoraggio in continuo del glucosio CGM “all in one” basato sull’intelligenza artificiale. Si chiama Accu-Chek SmartGuide ed è progettato per affiancare la persona con diabete non solo nella lettura dei valori glicemici, ma anche nella previsione dell’andamento futuro, fino a due ore, e nella gestione del rischio ipoglicemico notturno.
Il diabete rappresenta oggi una delle principali sfide di salute pubblica. In Italia si stima la presenza di oltre 4,5 milioni di persone affette da questa patologia e, secondo gli ultimi Annali AMD, il carico assistenziale è legato in modo preponderante al diabete tipo 2, che rappresenta circa il 90% delle persone visitate nei centri di diabetologia. Di questi, circa il 30% è in cura con insulina, da sola o in associazione ad altri farmaci ipoglicemizzanti.
“Il monitoraggio della glicemia è fondamentale nella gestione del diabete, perchè permette di conoscere e personalizzare le azioni da intraprendere quotidianamente con l’obiettivo di mantenere le glicemie vicine ai valori normali – spiega Dario Pitocco, professore associato di Endocrinologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, nonché direttore dell’Unità operativa di Diabetologia della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma –. I dispositivi medici per il monitoraggio in continuo del glucosio (CGM) hanno oggi un ruolo fondamentale nella gestione della malattia, poichè nel tempo si sono evoluti diventando sempre più attendibili e, andando incontro ai bisogni delle persone con diabete, anche per coloro che non utilizzano i microinfusori per l’erogazione di insulina”.
Prosegue l’esperto: “Queste soluzioni aiutano la persona con diabete a gestire le problematiche di ogni giorno e favoriscono un approccio più proattivo per supportare la gestione e ridurre la frequenza di eventuali eventi critici. In particolare, i sistemi di ultima generazione presentano algoritmi predittivi integrati e AI based che possono aiutare a guardare oltre il valore istantaneo di glucosio, utilizzando ad esempio la funzione di predizione dell’andamento del glucosio nelle due ore successive”.
Aggiunge Concetta Irace, professore ordinario all’Università degli Studi Magna Grecia di Catanzaro: “Non è solo la disponibilità dei dati in tempo reale a segnare il progresso del monitoraggio continuo del glucosio (CGM), bensì l’integrazione del CGM con algoritmi di intelligenza artificiale capaci di interpretare i dati e anticipare ciò che accadrà. Oggi queste tecnologie non si limitano a mostrare i valori glicemici: li trasformano in previsioni, aiutando le persone con diabete a gestire la terapia in modo più semplice e consapevole”.
E ancora: “Si tratta di un passo avanti importante, soprattutto se si considera che l’ipoglicemia resta una delle principali paure, in particolare durante la notte, quando è più difficile da riconoscere. Proprio qui entra in gioco l’intelligenza artificiale: alcuni sistemi sono già in grado di prevedere il rischio di ipoglicemia, offrendo un supporto concreto per migliorare la qualità di vita e rendere la gestione della malattia più sicura ed efficace”.
Conclude Burcak Celik, general manager di Roche Diagnostics Italia: “La nostra azienda pone da sempre le persone al primo posto. Per questo vogliamo mettere a disposizione soluzioni sempre più innovative, in grado di trasformare la vita delle persone con diabete, dei loro caregiver e degli operatori sanitari coinvolti, offrendo flessibilità e personalizzazione della cura, e supportando l’engagement e l’adesione terapeutica nell’ottica di garantire una sempre maggiore sostenibilità per il sistema salute”.
Redazione Nurse Times
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