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Demansionamento di 7 infermieri a Taormina: Asp Messina condannata a maxi risarcimento. Esulta il sindacato Nursind

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Il giudice del lavoro del Tribunale di Messina ha condannato l’Asp Messina per il demansionamento di sette infermieri dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione dell’ospedale di Taormina, riconoscendo la sistematica assegnazione di attività estranee al profilo professionale infermieristico.

I professionisti sanitari, sostenuti dal sindacato Nursind, avevano denunciato una situazione che si protraeva da anni e che li vedeva impiegati in maniera continuativa in attività tipicamente attribuibili agli operatori socio-sanitari (oss), a causa della persistente carenza di personale di supporto all’interno della struttura.

Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, gli infermieri erano costretti a dedicare gran parte del proprio tempo lavorativo a compiti alberghieri, assistenziali e logistici, sottraendo energie e competenze alle attività cliniche e assistenziali proprie della propria professione. Il Tribunale di Messina ha accertato che le mansioni inferiori non venivano svolte in maniera occasionale o residuale, bensì in modo continuativo, prevalente e strutturale, determinando un concreto svuotamento delle funzioni infermieristiche.

Nella motivazione della sentenza si evidenzia come tale situazione abbia provocato un significativo pregiudizio professionale. Particolarmente rilevante il riconoscimento del danno subito dai ricorrenti. Il giudice ha infatti disposto un risarcimento quantificato nel 20% della retribuzione percepita per tutto il periodo interessato, dalla presa di servizio fino al deposito del ricorso, per una cifra complessiva che viene stimata tra i 300 e i 400.000 euro.

“Questa sentenza – commentano dal sindacato Nursind – conferma ciò che denunciamo da tempo: le carenze di organico non possono essere scaricate sugli infermieri attraverso un utilizzo improprio delle loro competenze professionali. La professione infermieristica deve essere rispettata e valorizzata, non svuotata delle proprie funzioni specialistiche”.

E ancora: “Non è accettabile che professionisti altamente qualificati siano sistematicamente impiegati per colmare vuoti organizzativi derivanti dalla mancata programmazione del personale. Questa decisione restituisce dignità agli infermieri coinvolti e rappresenta un importante precedente per tutta la categoria”.

Redazione Nurse Times

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