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Colesterolo alto, nuova terapia combinata riduce il rischio di infarto e ictus

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Colesterolo LDL, alcuni vaccini lo riducono indipendentemente dalle statine
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Colesterolo alto, arriva la svolta. Secondo un’analisi internazionale guidata da Maciej Banach, professore di Cardiologia all’Università Cattolica Giovanni Paolo II di Lublino (Polonia) e docente affiliato alla Johns Hopkins University di Baltimora (Usa), una nuova terapia combinata ridurrebbe il rischio di infartoictus e mortalità cardiovascolare. In che modo? Iniziando subito con una combinazione di statine ed ezetimibe nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare rispetto alla sola terapia con statine.

Pubblicato su Mayo Clinic Proceedings, lo studio ha preso in esame i dati di 108.353 pazienti coinvolti in 14 studi clinici. Il nuovo approccio ha portato a una riduzione del 19% della mortalità per tutte le cause, del 16% di quella cardiovascolare, e a un abbassamento del rischio di infarto e ictus rispettivamente del 18% e 17%, rispetto alla terapia tradizionale con statine ad alte dosi.

L’associazione dei due farmaci ha permesso di ridurre i livelli di colesterolo LDL di 13 mg/dL in più rispetto all’uso delle sole statine, migliorando le probabilità di raggiungere il target di meno di 70 mg/dL, con un aumento dell’85% nella probabilità di successo. Lo studio evidenzia anche che la tollerabilità della combinazione è elevata, con un rischio di sospensione del trattamento inferiore del 44% rispetto alla terapia ad alte dosi.

“Questa strategia dovrebbe diventare il nuovo standard per i pazienti a rischio elevato – afferma Peter Toth, coautore dello studio e docente all’Università dell’Illinois -. Aspettare per valutare l’efficacia delle sole statine è spesso controproducente e meno efficace per raggiungere i livelli ideali di colesterolo LDL. È una soluzione accessibile, che non richiede nuovi farmaci costosi, ma che potrebbe ridurre infarti, ictus e scompensi cardiaci, con enormi benefici anche economici per i sistemi sanitari”.

Abstract dell’articolo pubblicato su Mayo Clinic Proceedings

Redazione Nurse Times

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