Home Infermieri Coina, il drammatico allarme sulle carceri italiane: “Un infermiere per 600 detenuti”
InfermieriNT NewsPolitica & Sindacato

Coina, il drammatico allarme sulle carceri italiane: “Un infermiere per 600 detenuti”

Condividi
Oss delle carceri, chiesta stabilizzazione ai ministri di Salute e Giustizia
Condividi

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Coina.

Non è più una crisi ma un collasso sistemico che sta trasformando le carceri italiane in territori di guerra per chi cura. Il COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie – presenta una indagine sulla sanità penitenziaria partendo dal dato principale: il tasso di sovraffollamento medio nazionale è al 130,6%, ma negli istituti metropolitani si raggiunge il record del 230% di San Vittore.

LA SOLITUDINE DELL’INFERMIERE IN TRINCEA

Il COINA mette in luce una realtà che va oltre le statistiche ufficiali: in Italia si arriva al dato limite di 1 infermiere ogni 600 detenuti. Una condizione che si verifica durante turni notturni, fine settimana, festività e periodi di ferie, quando un singolo professionista resta l’unico presidio sanitario per centinaia di detenuti distribuiti su più padiglioni. È in questi momenti che il rischio di aggressioni e l’impossibilità di intervenire tempestivamente nelle emergenze raggiungono i livelli più elevati.

IL DATO SHOCK SULLE AGGRESSIONI

Le rilevazioni del COINA, incrociate con i dati del Garante Nazionale dei Detenuti, indicano circa 4.500 episodi di aggressione l’anno contro il personale sanitario. Il dato più allarmante riguarda il sommerso: circa l’80% degli episodi non viene denunciato perché molti infermieri considerano ormai minacce, sputi e spinte una componente abituale del lavoro.

LA MAPPA DEL RISCHIO

MILANO (San Vittore): sovraffollamento record del 230%, aggressioni verbali e fisiche nel 75%dei turni diurni e aumento del 45% degli eventi critici nell’ultimo anno.

FOGGIA: il 60% degli infermieri subisce almeno un’aggressione fisica all’anno. Carenza di personale pari al 45%.

NAPOLI (Poggioreale): oltre 2.200 detenuti. Un singolo infermiere può gestire fino a 400 pazienti. Minacce e intimidazioni nell’85%delle somministrazioni farmacologiche effettuate senza scorta.

ROMA (Regina Coeli e Rebibbia): a Regina Coeli, con sovraffollamento al 191%, si registra un’elevata incidenza di aggressioni durante interventi su detenuti con patologie psichiatriche. A Rebibbia il rapporto infermiere/detenuto di 1:250 ha prodotto un aumento del 30% degli infortuni sul lavoro.

AVELLINO (Antimo Graziano Bellizzi): soltanto 2 infermieri per 600 detenuti. Oltre alle criticità igieniche legate alla mancanza d’acqua, si registra un aumento del 50% della conflittualità.

TORINO (Lorusso e Cutugno): record di autolesionismo e tentati suicidi. Burnout e assenteismo per stress correlato al 35%.

MILANO (Opera): la carenza organica, con 31 infermieri presenti su 56 previsti, ha determinato un aumento del 20% delle aggressioni mirate contro il personale sanitario.

PISA e PISTOIA: a Pisa il 50% delle prestazioni in area SAI avviene sotto minaccia costante; a Pistoia il sovraffollamento al 170% ha prodotto un aumento del 35% delle aggressioni legate alla richiesta di psicofarmaci.

FOCUS CARCERI MINORILI

Negli IPM, dove la popolazione detenuta è cresciuta del 50%, la violenza ha assunto livelli particolarmente critici.

MILANO (Beccaria) e TORINO (Ferrante Aporti): incremento del 60% delle aggressioni fisiche ai danni dei sanitari negli ultimi dodici mesi.

ROMA (Casal del Marmo): incendi, devastazioni e quadruplicazione degli eventi traumatici per il personale sanitario.

RISCHIO BIOLOGICO

Oltre alla violenza fisica, il COINA denuncia il collasso dei protocolli di profilassi. Secondo i parametri WHO Europe (Prison Health Framework) e le relazioni del Garante Nazionale dei Detenuti, il sovraffollamento oltre il 200%aumenta sensibilmente il rischio di diffusione di TBC, epatiti croniche e HIV.

Il caso di Avellino rappresenta il punto di rottura: come evidenziato dai monitoraggi della SIMSPE, la mancanza di acqua corrente nelle ore notturne compromette le procedure basilari di igiene e biosicurezza, esponendo professionisti e detenuti a rischi sanitari inaccettabili.

L’ABISSO EUROPEO

Secondo i dati del Consiglio d’Europa (SPACE I)e le linee guida OMS “Health in Prisons”, in Francia e Spagna il rapporto medio è di 1 infermiere ogni 80-100 detenuti. In Italia si arriva invece al dato limite di 1:600, una situazione che il sindacato considera incompatibile con gli standard internazionali di sicurezza e tutela della salute.

LE TRE RICHIESTE DEL COINA

1. Piano straordinario di assunzioni:adeguamento immediato degli organici con obiettivo minimo di 1 infermiere ogni 150 detenuti.

2. Presidio fisso della Polizia Penitenziaria:presenza obbligatoria durante somministrazione delle terapie e turni notturni.

3. Indennità di rischio penitenziario:riconoscimento economico specifico per il personale sanitario esposto a rischio biologico e aggressioni.

L’ANALISI DI MARCO CECCARELLI

«Siamo davanti a un massacro silenzioso e lo Stato ne è complice» – dichiara Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale del COINA. «Mentre in Europa si garantisce 1 infermiere ogni 100 detenuti, l’Italia manda un sanitario da solo tra 600 reclusi. Ad Avellino non hanno l’acqua, a Foggia e Poggioreale si prendono pugni in faccia. Se il Ministro Piantedosi e il Ministro Schillaci non interverranno con rinforzi immediati e presidi di polizia fissi accanto agli infermieri, proclameremo lo stato di agitazione nazionale. La nostra vita non è negoziabile».

Redazione Nurse Times

Articoli correlati


Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Asp Vibo Valentia: avviso pubblico per l'assunzione di 12 oss
CalabriaMediciNT NewsRegionali

Prestazioni aggiuntive: Asp Vibo Valentia fissa i compensi per medici, infermieri e personale sanitario

L’Asp Vibo Valentia ha approvato il nuovo Regolamento sulle prestazioni aggiuntive, deliberando quanto costerà...

NT NewsO.S.S.RegionaliSardegna

Sardegna, approvato il ddl per la stabilizzazione degli oss

La Giunta regionale della Sardegna, su proposta della presidente e assessora ad...