Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Coina.
Il sindacato Coina, per voce del suo segretario nazionale Marco Ceccarelli, esprime forte preoccupazione per le recenti, discutibili scelte della Fnopi (Federazione nazionale Ordini delle professioni infermieristiche), e soprattutto per l’allarmante incoerenza che i suoi vertici stanno mostrando nel modus operandi adottato in relazione alla professione infermieristica, la cui evoluzione, ad oggi, pare drammaticamente ferma a un “binario morto”.
Una preoccupazione che si fa sentire soprattutto per il ruolo ambiguo della Federazione riguardo la figura dell’assistente infermiere, proposta che il Coina, sin dall’inizio, ritiene dannosa per l’intero sistema sanitario, già messo a dura prova da una crisi economico-contrattuale eternamente irrisolta.
Assistente infermiere: una figura surrogata e pericolosa?
Ceccarelli non ha dubbi: “La Fnopi ha mostrato un atteggiamento di silenzio-assenso nei confronti della creazione dell’assistente infermiere e del suo successivo inserimento oggi avallato dall’Aran in nome dell’accordo Stato-Regioni, una figura che rischia di minare nel profondo la già precaria qualità delle professioni sanitarie e di invadere le competenze infermieristiche”.
L’introduzione dell’assistente infermiere, che non è e non sarà mai un professionista sanitario, secondo il sindacato, non è solo inutile ma anche pericolosa, considerando che già esistono gli oss (operatori socio-sanitari).
“Come mai si crea una nuova figura quando i problemi reali, come il demansionamento degli infermieri e la carenza di personale, restano drammaticamente irrisolti? Perché non lavorare su un massiccio inserimento di nuovi oss e lasciare gli infermieri alla mercé del disagio quotidiano? Vogliamo ricordare che in passato la stessa Fnopi ha osteggiato l’ampliamento in termini di inserimento degli oss, e ora spalleggia la scelta degli assistenti infermieri, decisone puramente politica per permettere al Governo e alle Regioni di tappare una ferita profonda con un misero cerotto?”.
Contratto separato per le professioni sanitarie: un impegno tristemente dimenticato?
Un altro aspetto fondamentale su cui Ceccarelli richiama l’attenzione è l’abbandono da parte della Fnopi della battaglia per un contratto separato per gli infermieri e gli altri professionisti sanitari, per consentire loro di uscire dal calderone del comparto. “Nel 2020 la Federazione sosteneva un’area contrattuale autonoma infermieristica, ma oggi sembra aver dimenticato questa richiesta, accettando addirittura un contratto che è peggiorativo rispetto a quello dei ministeriali. Perché questo immobilismo?”.
Fnopi e sindacati: un’ingerenza inaccettabile
Coina denuncia l’ingerenza della Fnopi in questioni sindacali, nonostante la legge vieti tale coinvolgimento. Ceccarelli sottolinea: “La Fnopi ha impedito agli Ordini di partecipare a manifestazioni importanti, come quella del 2020 al Circo Massimo. Oggi si schiera apertamente contro i sindacati non firmatari del contratto e sembra favorire taluni sindacati nelle elezioni Rsu. La Fnopi non può e non deve fare attività sindacale!”.
Laurea magistrale e frattura tra professionisti
Ceccarelli mette in evidenza anche il rischio di una frattura nella professione legato alle nuove lauree magistrali a indirizzo clinico: “L’introduzione di questa laurea rischia di creare un’elite di ‘super-professionisti’, mentre gli infermieri base resteranno sempre più invisibili. Serve chiarezza su come questi nuovi professionisti saranno integrati nel sistema, con opportunità di carriera concrete e un adeguato contratto. Sono davvero destinati all’area contrattuale del comparto anziché all’area dirigenti anche loro? Sarebbe un follia!”.
Gli 8 punti del 2020: dove sono finiti?
Ceccarelli si interroga anche su quanto accaduto agli 8 punti fondamentali promossi dalla Fnopi nel 2020, punti che avevano suscitato grandi speranze tra i professionisti. “Dove sono finiti questi impegni? La Fnopi ha abbandonato la propria stessa battaglia per una valorizzazione concreta della professione”.
I punti originali erano:
- Creazione di un’area contrattuale autonoma per i professionisti sanitari.
- Indennità infermieristica stabile e dignitosa.
- Adeguamento dei fondi contrattuali per chi lavora in reparti a rischio infettivo.
- Riconoscimento della malattia professionale per infezioni da lavoro.
- Adeguamento delle dotazioni organiche (mancano 53mila infermieri!).
- Accesso degli infermieri alla direzione delle strutture territoriali.
- Superamento del vincolo di esclusività con un’intramoenia infermieristica.
- Applicazione delle novità contrattuali anche alle strutture private.
“Oggi di questi punti non resta nulla. Fnopi, dicci una volta per tutte: da che parte stai?”, chiede Ceccarelli.
Pronte disponibilità: una vergogna da correggere
Uno degli aspetti più critici sollevati dal Coina riguarda il tema delle pronte disponibilità. La situazione attuale è inaccettabile: l’indennità riconosciuta per ogni turno di pronta disponibilità è di soli 20 euro lordi, una cifra del tutto inadeguata rispetto al sacrificio richiesto ai professionisti sanitari. “La pronta disponibilità, che dovrebbe essere uno strumento eccezionale per le emergenze, è stata trasformata in una triste routine abusata per coprire carenze di organico da parte delle aziende”. Coina chiede che l’indennità venga adeguata almeno a 60-70 euro per turno, per dare un giusto riconoscimento al lavoro svolto.
Congresso Fnopi: un’occasione persa
Infine Ceccarelli esprime la sua delusione riguardo al recente Congresso Fnopi di Rimini: “Non è stata una vera occasione di dialogo. Piuttosto è stato un evento che ha consolidato decisioni già prese, confermando un’autocelebrazione che non corrisponde alla realtà della professione infermieristica”.
Coina denuncia anche la mancanza di pluralismo e il pericoloso silenziamento delle voci critiche: “In un momento sindacale delicato come quello delle prossime elezioni Rsu, la Fnopi ha dato spazio solo alle voci a lei favorevoli, ignorando quelle di sindacati e professionisti che quotidianamente lavorano per la tutela della salute”.
Conclusioni: cosa vuole davvero la Fnopi?
Concludendo, Ceccarelli chiede chiarezza: “Fnopi, dove sono gli 8 punti del 2020? Da che parte stai? Noi continueremo a chiedere un contratto separato per tutti i professionisti sanitari, il giusto riconoscimento per gli infermieri e la difesa delle competenze sanitarie senza compromessi”.
Coina rimane fermo nella sua battaglia per tutelare la dignità e i diritti dei professionisti sanitari, continuando a lavorare per il cambiamento. La conclusione di Ceccarelli è perentoria: “La presidente Mangiacavalli faccia un passo indietro e riveda le sue posizioni, non escludendo di rassegnare le dimissioni o di rivedere in toto il suo modus operandi, dal momento che palesemente ha dirottato l’interesse della Fnopi verso gli interessi del Governo”.
Redazione Nurse Times
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