Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato FSI-ESAE.
Prende ufficialmente il via all’Aran, nei prossimi giorni, il confronto per il rinnovo dei contratti della sanità 2025-2027 (la giostra). L’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ha infatti convocato le organizzazioni sindacali per il 22 aprile prossimo.
“Con queste convocazioni – spiega in una nota Antonio Naddeo, presidente Aran –apriamo una fase nuova per la gestione del personale della sanità pubblica. Dobbiamo costruire con i sindacati un Contratto che dia risposte concrete a chi ogni giorno garantisce servizi essenziali ai cittadini: più attenzione alle condizioni di lavoro, più valorizzazione delle competenze e un’organizzazione capace di sostenere davvero il cambiamento. La sfida è rafforzare il Servizio sanitario nazionale partendo dalle persone. Particolare attenzione sarà dedicata, per il comparto, agli aspetti organizzativi, alla conciliazione tra vita e lavoro e allo sviluppo delle competenze, anche in chiave di innovazione e digitalizzazione”.
L’aumento retributivo medio lordo previsto nel nuovo Contratto per i circa 593mila dipendenti del comparto Sanità, però, è di 184 euro al mese, comprensivi di tasse e contributi da detrarre. Ciò si evince dallo stanziamento reso disponibile grazie alle risorse già definite dal Governo in Legge di Bilancio, che segue la direttiva del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha come obiettivo la valorizzazione del lavoro e il recupero del potere d’acquisto del personale pubblico, eroso dall’inflazione.
“Per alleviare il malcontento che ammorba il comparto, attanagliato da problemi organizzativi enormi e dalla carenza di personale e già in fase di disaffezione, però, le risorse per i possibili aumenti contrattuali non bastano – dice il segretario generale di FSI-USAE, Adamo Bonazzi (foto), davanti all’assemblea dei delegati del sindacato -. Anzi, sono poca cosa. Per il personale sanitario e socio-sanitario si apre ora una fase attesa, che è estremamente delicata”.
E ancora: “Il nuovo Contratto dovrà confrontarsi con un contesto segnato da carenze di personale, aumento dei carichi di lavoro e crescente complessità assistenziale. Ma anche dall’insoddisfazione contrattuale delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, che pur garantendo i servizi di pronto soccorso, di terapia intensiva e di emergenza in generale sono rimasti a bocca asciutta, tagliati fuori dalle relative indennità. E che per di più rischiano ora, in questo Contratto, di vedere che l’istituzione dei pochi percorsi specialistici sarà riservata ai soli infermieri”.
Aggiunge il segretario generale FSI-USAE: “Se non saranno risolti questi nodi, il nuovo Contratto non soddisferà proprio nessuno e allargherà, ancora di più, le ferite già aperte. Il nuovo ciclo contrattuale, infatti, si apre dopo una tornata precedente particolarmente complessa. Il Ccnl del comparto Sanità 2022-2024 è stato infatti firmato solo alla fine del 2025, dopo oltre due anni di trattative e divisioni tra le sigle sindacali accreditate al tavolo, di cui una parte non ha firmato. Un precedente che pesa sul nuovo tavolo e che rende evidente la difficoltà del percorso in cui certamente qualcuno avrà pretese di rivalsa. Ma il vero problema è che, senza stipendi adeguati alle responsabilità e senza prospettive di carriera e crescita economica, per tutti il sistema perde attrattività e crea malcontento”.
Redazione Nurse Times
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