L’associazione punta il dito contro il personale della Croce Rossa presente durante l’intervento e annuncia la costituzione di parte civile. Proseguono le indagini.
Il caso della morte di Abderrahim Fakir, il 43enne di origine marocchina morto il 19 luglio al Pilastro di Bologna dopo essere stato ammanettato dalla polizia, continua ad alimentare il dibattito pubblico e le notizie di cronaca sanitaria. A intervenire con parole durissime è l’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, che attraverso la propria pagina Facebook ha rivolto pesanti accuse al personale sanitario intervenuto sul posto, annunciando l’intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale procedimento giudiziario.
Secondo quanto sostenuto dall’associazione, il personale della Croce Rossa Italiana presente durante l’intervento avrebbe omesso di prestare le manovre di soccorso ritenute necessarie nei confronti di Fakir, circostanza che, se confermata dagli accertamenti della magistratura, potrebbe assumere rilievo anche sotto il profilo penale. Al momento, tuttavia, la dinamica dei fatti è ancora oggetto di indagine e nessuna responsabilità è stata accertata in via definitiva.
Le accuse di Nessuno tocchi Ippocrate
Nel lungo post pubblicato sui social, Nessuno tocchi Ippocrate utilizza toni particolarmente severi: “Sono tutti colpevoli di omissione di soccorso. Il personale della Croce Rossa aveva l’obbligo di intervenire nell’arresto di Fakir, quantomeno somministrare ossigeno mentre era a pancia sotto sul selciato”.
Sempre secondo l’associazione, per circa tre minuti il personale sanitario presente non avrebbe eseguito alcuna manovra salvavita. Nello stesso comunicato vengono descritte presunte condotte ritenute incompatibili con una situazione di emergenza, sostenendo che alcuni operatori fossero impegnati al telefono, altri intenti a raccogliere effetti personali e che, come unico gesto sanitario, sarebbe stato applicato un saturimetro, definito dall’associazione “inutile in caso di arresto cardiaco”.
Nessuno tocchi Ippocrate precisa di non voler esprimere valutazioni sull’operato delle forze dell’ordine: “Non ci interessa giudicare l’operato della polizia, sul quale farà piena luce la magistratura. Ciò che invece ci preoccupa profondamente è ciò che, secondo quanto emerge, non avrebbe fatto il personale della Croce Rossa presente sul posto. È su questo aspetto che chiediamo chiarezza, perché il dovere di prestare soccorso e di garantire assistenza sanitaria merita un’attenta verifica quando sorgono dubbi sul suo adempimento. Ci aspettiamo una presa di distanza dall’ente e dei provvedimenti disciplinari, nonché penali nei confronti di medico, infermiere e soccorritore”.
Cosa prevede la medicina d’urgenza in caso di arresto cardiaco
Dal punto di vista clinico le principali linee guida internazionali sulla rianimazione cardiopolmonare raccomandano che, in presenza di un arresto cardiaco, il paziente venga rapidamente valutato e, se confermata l’assenza di respiro normale e di circolo, vengano immediatamente iniziate le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP), con compressioni toraciche di alta qualità e l’impiego precoce di un defibrillatore automatico o manuale quando indicato.
Le stesse raccomandazioni evidenziano come ogni minuto di ritardo nell’avvio della rianimazione possa ridurre significativamente le probabilità di sopravvivenza. Tuttavia la valutazione delle condizioni operative, dell’eventuale permanenza di situazioni di rischio sulla scena e delle decisioni cliniche adottate compete agli operatori presenti e, successivamente, agli organi inquirenti chiamati a ricostruire con precisione quanto accaduto.
Saranno le indagini a chiarire ogni responsabilità
La vicenda è ora al centro dell’attività investigativa della magistratura, che dovrà analizzare filmati, testimonianze, referti e consulenze medico-legali per ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi. Solo gli accertamenti tecnici potranno stabilire se il personale sanitario abbia operato nel rispetto dei protocolli previsti o se vi siano stati eventuali ritardi, omissioni o altre condotte suscettibili di rilievo disciplinare o penale.
Un caso destinato a far discutere il mondo della sanità
La vicenda sta suscitando un intenso confronto nel mondo della sanità, tra professionisti, infermieri, medici e operatori dell’emergenza territoriale. Il tema riguarda non solo la ricostruzione dei fatti, ma anche il delicato equilibrio tra sicurezza della scena, tempestività dell’intervento sanitario e rispetto dei protocolli di emergenza. Le dichiarazioni di Nessuno tocchi Ippocrate aggiungono ulteriore pressione su un caso già al centro dell’attenzione mediatica.
Redazione Nurse Times
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