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Carenza di sangue: l’appello alla donazione di Ipasvi Firenze

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Coronavirus, l'appello delle Regioni "Continuate a donare il sangue"
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“Il dono è l’unica strada per aiutare migliaia di malati e salvare loro la vita”

Firenze, 22 marzo 2016 – Nel nostro Paese, e non solo, le donazioni di sangue sono sempre meno. Nonostante gli appelli alle donazioni si moltiplichino, le persone non rispondono: il risultato è che il bisogno di sangue delle strutture sanitarie è sempre più difficile da soddisfare. Questo dipende soprattutto dall’incremento dell’età della popolazione e il conseguente aumento delle patologie che vengono affrontate con interventi chirurgici, la diminuzione dei donatori, dovuta al turn-over sproporzionato fra anziani e giovani, alla generale disaffezione alla donazione e per gli screening sempre più severi che riducono il numero di aspiranti donatori.

ipasvi Firenze

Per questo Ipasvi Firenze, ente di diritto pubblico che tutela i cittadini e i professionisti (infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia) ritiene importante far passare il messaggio che il sangue “rappresenta una risorsa insostituibile nella terapia di molte malattie e che la sua disponibilità dipende esclusivamente dai donatori di sangue ed emocomponenti: non esistendo infatti nessuna alternativa alla donazione, i donatori di sangue rappresentano un’importante risorsa per la società, ed è grazie ad essi che ogni giorno possono essere salvate vite umane. È fondamentale che ciascuno di noi – proseguono dal collegio Ipasvi di Firenze – nella sua quotidianità si impegni a diffondere questo messaggio e sia in prima linea nella campagna a favore della donazione”.

Come spiega l’indagine «Quali ostacoli alla donazione di sangue ed emocomponenti?» curata dalle infermiere Francesca Maiorano, Mara Fadanelli e Suria Vezzani e visibile a link www.ipasvifi.it ad aver bisogno di sangue sono soprattutto le persone sottoposte a interventi effettuati in chirurgia programmata e d’urgenza, ma anche i pazienti affetti da malattie che richiedono regolari trasfusioni (leucemici, oncologici, talassemici, aplastici e emofilici).

L’indagine ha anche dato voce alle opinioni di chi non dona sangue ed emocomponenti, con l’obiettivo di individuare le motivazioni che allontanano dalla donazione e le possibili soluzioni.

Dall’indagine è emerso che il principale ostacolo alla donazione è la pigrizia, ovvero la mancata voglia o il mancato tempo, a cui si aggiungono la mancanza di informazione e comunicazione sull’argomento, l’inadeguatezza delle strutture e del personale o esperienze di servizio negative, la paura e i blocchi emotivi. Tra le possibili soluzioni, la più quotata è l’incremento delle campagne informative, per ottenere maggiori indicazioni e notizie che motivino le persone facendo capire la necessità e l’importanza di donare sangue ed emocomponenti.

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