Home NT News Cancro al seno: l’efficacia dell’ormonoterapia.
NT News

Cancro al seno: l’efficacia dell’ormonoterapia.

Condividi
Cancro al seno: l'efficacia dell'ormonoterapia.
Condividi

Combinata agli inibitori delle chinasi ciclina-dipendenti 4/6 (CDK4/6), sembra preferibile alla chemio.

Combinare ormonoterapia e terapia mirata costituisce il miglior trattamento possibile per il cancro al seno metastatico. Lo dice una meta-analisi che ha preso in rassegna 140 studi clinici randomizzati di fase II e III condotti su oltre 50mila donne. Le pazienti erano in post-menopausa con patologia metastatica positiva per i recettori ormonali e negativa per il recettore 2 del fattore umano di crescita epidermica (HR+/HER2-).

Lo studio dimostra che nessun regime di chemioterapia è superiore alla combinazione fra ormonoterapia e inibitori delle chinasi ciclina-dipendenti 4/6 (CDK4/6). La combinazione si è rivelata superiore anche alle singole terapie ormonali standard in termini di sopravvivenza libera da progressione. Nonostante i risultati, la chemioterapia è ancora molto diffusa e prescritta.

«Ci auguriamo che l’analisi, pubblicata su The Lancet Oncology, possa cambiare la tendenza – ha dichiarato uno degli autori, Lucia Del Mastro, del Policlinico San Martino di Genova –. Le nuove opzioni terapeutiche costituite dagli inibitori di CDK4/6 infatti garantiscono quantità e qualità di vita». Da notare che in Italia, nel 2018, ci sono state 52.300 nuove diagnosi di carcinoma della mammella e che 37mila donne hanno la malattia in fase metastatica.

I dati dello studio conducono a risultati coerenti con quelli che hanno consentito l’approvazione dei primi tre inibitori di CDK4/6, ovvero palbociclib, abernaciclib e ribociclib. «Gli inibitori di CDK4/6 – ha concluso Mario Giuliano, dell’Università Federico II di Napoli, coordinatore dello studio insieme a Daniele Generali, dell’Università di Trieste – stanno progressivamente sostituendo la chemioterapia in prima linea, proprio perché, a parità di efficacia, garantiscono una migliore qualità di vita grazie all’ottima tollerabilità. Va sottolineato che non viene meno l’importanza della chemioterapia, soprattutto nelle pazienti già trattate».

Redazione Nurse Times

Fonte: ItaliaSalute.it

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
NT NewsRegionaliUmbria

Terni, infermiere da oltre 30 anni diventa sacerdote

Infermiere da oltre trent’anni all’ospedale Santa Maria di Terni, ha deciso di...

NT NewsPugliaRegionali

Foggia, coniugi gestivano farmacia abusiva in casa: sequestrati migliaia di medicinali

I carabinieri del Nas di Foggia hanno scoperto una farmacia priva di...