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Bimbo di 14 mesi con polmonite muore dopo cure omeopatiche: genitori condannati

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Il bimbo, curato con rimedi omeopatici e mai vaccinato, è deceduto per una polmonite non trattata. Indagato anche un oculista per responsabilità colposa.

Casamassella (Lecce), 22 maggio 2025 – Si è conclusa con un patteggiamento a due anni di reclusione, con pena sospesa e non menzione, la vicenda giudiziaria dei genitori del piccolo Angelo, morto a soli 14 mesi il 7 giugno 2023. Il bambino, residente con la famiglia a Casamassella, frazione di Uggiano La Chiesa nel basso Salento, era stato curato con rimedi omeopatici e alimentato esclusivamente con latte materno, senza mai essere sottoposto a vaccinazioni obbligatorie. 

Le circostanze del decesso

Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Lecce, il piccolo Angelo presentava da giorni uno stato febbrile con picchi superiori ai 39 gradi. I genitori, noti per la loro opposizione alla medicina tradizionale e ai vaccini, si erano rivolti a un oculista di fiducia, anziché a un pediatra. Il medico aveva prescritto un rimedio omeopatico, senza consigliare ulteriori accertamenti clinici o il ricovero ospedaliero. 

Il 7 giugno 2023, i genitori si sono accorti che il bambino non respirava più e hanno chiamato il 118. All’arrivo dei soccorsi, il piccolo era già deceduto. L’autopsia ha rilevato che la causa della morte è stata un arresto cardiocircolatorio provocato da una polmonite interstiziale di probabile origine virale. 

Le responsabilità accertate

Le indagini hanno evidenziato che il bambino era stato visitato da un pediatra solo una volta, nei primi due mesi di vita, e non aveva mai ricevuto le vaccinazioni obbligatorie. I genitori sono stati accusati di omicidio colposo per non aver garantito al figlio le cure mediche necessarie. L’oculista, che aveva prescritto il rimedio omeopatico senza indirizzare la famiglia verso un’assistenza pediatrica adeguata, è stato indagato per responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. 

Conclusione del procedimento giudiziario

Il padre, 52 anni, e la madre, 42 anni, hanno patteggiato una pena di due anni di reclusione, beneficiando della sospensione condizionale della pena e della non menzione. La posizione dell’oculista è ancora al vaglio della magistratura, con la Procura che ha richiesto il rinvio a giudizio

Redazione NurseTimes

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