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Beffa per gli operatori dell’Asl Torino 4: l’Agenzia delle Entrate chiede il ticket per i tamponi Covid. Poveri “eroi”…

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A distanza di oltre sei anni dall’emergenza Covid alcuni operatori sanitari dell’Asl Torino 4, impegnati negli ospedali a fronteggiare la pandemia, si sono visti recapitare avvisi dell’Agenzia delle Entrate per presunti ticket sanitari non pagati. L’importo richiesto è di 52,95 euro (vedi allegato), con una causale, riferita a prestazioni dell’8 aprile 2020, classificate appunto come ticket a carico dell’assistito. La scadenza indicata è il 31 ottobre 2026.

E’ quanto denuncia Nursind attraverso un articolo a firma di Giuseppe Provinzano su Infermieristicamente, periodico online del sindacato, sottolineando come a rendere paradossale la vicenda sia la natura delle prestazioni contestate: non accertamenti richiesti autonomamente dai dipendenti, ma tamponi Covid effettuati nell’ambito delle misure di prevenzione e sicurezza adottate durante l’emergenza sanitaria.

L’Asl Torino 4 avrebbe riconosciuto un errore nella registrazione informatica della prestazione, riconducibile alla mancata acquisizione della richiesta interna del medico competente. E secondo quanto emerso, almeno un dipendente avrebbe già ottenuto l’annullamento del debito dopo aver chiesto chiarimenti agli uffici aziendali.

Resta però l’anomalia amministrativa: il tampone sarebbe stato classificato come una normale prestazione sanitaria soggetta a ticket, anziché come un controllo effettuato nell’ambito della sorveglianza sanitaria del personale.

Com’è possibile che un errore risalente al 2020 sia arrivato fino alla riscossione senza essere intercettato? E, soprattutto, perché dovrebbe essere il singolo lavoratore a segnalare l’errore per ottenere l’annullamento di una somma che, secondo questa ricostruzione, non avrebbe mai dovuto essergli richiesta?

Questi gli interrogativi posti da Nursind, che rimarca come il problema non riguardi solo il singolo avviso e come sia necessario comprendere quanti operatori sanitari abbiano ricevuto richieste analoghe e se alcuni abbiano già provveduto al pagamento. Una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate può infatti indurre il destinatario a versare immediatamente la somma, anche per evitare ulteriori complicazioni.

Il rischio, fa notare ancora il sindacato, è che l’errore venga corretto solo per chi presenta una contestazione, mentre chi paga senza chiedere chiarimenti finisca per sostenere un costo non dovuto. Se l’anomalia fosse diffusa, sarebbe quindi necessario un intervento generale dell’asl Torino 4, con la verifica delle posizioni interessate, l’annullamento degli eventuali avvisi indebiti e la restituzione delle somme già incassate.

Redazione Nurse Times

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