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Assistente infermiere, Robertucci (Opi Potenza): “Può essere utile, ma il percorso formativo deve essere guidato dagli infermieri”

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Assistente infermiere, Robertucci (Opi Potenza): "Può essere utile, ma il percorso formativo deve essere guidato dagli infermieri"
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Da noi contattata, la presdidente dell’Ordine potentino ha detto la sua anche sulla prescrizione infermieristica e sulle nuove lauree magistrali per infermieri.

Prosegue il nostro viaggio tra le opinioni dei presidenti ordinistici sui temi dell’assistente infermiere, della prescrizione infermieristica e delle nuove lauree magistrali per infermieri. Stavolta tocca a Serafina Robertucci (Opi Potenza).

Così sull’assistente infermiere: “Questa nuova figura è stata introdotta per far fronte al problema della cronica carenza di personale sanitario in tutta Italia. Ritengo che per certi aspetti possa essere d’aiuto agli infermieri, liberandoli da alcune incombenze. Al tempo stesso, però, ritengo che vadano definite meglio alcune aree. Mi riferisco, in particolare, al percorso formativo, che deve essere guidato dagli infermieri. Siamo noi, cioè, che dobbiamo istruire l’assistente infermiere. Altrimenti si rischia di generare confusione e di mandare in corsia figure prive di adeguate competenze”.

Capitolo prescrizione infermieristica. Una novità che non piace ai medici: “Qui c’è un equivoco di fondo, perché non si tratta di una vera novità. Il nostro percorso di studi ci fornisce le competenze necessarie per fare diagnosi infermieristica, che riguarda alcuni presidi ‘minori’, e non certo la prescrizione di farmaci. Si tratta di attività che gli infermieri già svolgono quotidianamente, salvo poi passare le relative informazioni ai medici, che firmano le richieste. Penso che ‘sdoganare’ la prescrizione infermieristica sia un passo avanti verso un maggior riconoscimento delle nostre specificità e professionalità”.

Conclusione dedicata alle nuove lauree magistrali per infermieri. Parliamo, nello specifico, di tre specializzazioni: cure primarie e sanità pubblica, cure pediatriche e neonatali, cure intensive e nell’emergenza. “In questo momento storico è necessario un percorso formativo che accompagni il cambiamento di cui la nostra professione è protagonista. Le competrenze base fornite dalla laurea triennale non sono più sufficienti: servono specializzazioni che attribuiscano nuove competenze. Servono a noi infermieri, ma pure al cittadino, che ha bisogno di assistenza qualificata. La sanità diventa sempre più coplessa, e gli infermieri devono crescere professionalmente per stare al passo”.

Redazione Nurse Times

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