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Ancona, respinto il ricorso degli infermieri: niente demansionamento in carcere. Le perplessità dell’Opi

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Il Tribunale di Ancona ha rigettato il ricorso promosso da alcuni infermieri in servizio nella casa circondariale di Montacuto, escludendo il demansionamento nello svolgimento di alcune attività riconducibili al profilo di operatore socio-sanitario (oss). Lo riferisce Opi Ancona per voce del presidente Giuseppino Conti, che “nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura ritiene opportuno richiamare l’attenzione su un tema di principio: la tutela della professionalità, dell’immagine e dell’identità dell’infermiere”.

Prosegue Conti: “La sentenza riconosce che le attività proprie del profilo infermieristico sono rimaste prevalenti, e considera le mansioni di carattere logistico e di supporto come marginali e giustificate dalle particolari esigenze organizzative e di sicurezza dell’ambiente penitenziario”. Tuttavia, il presidente dei Opi Ancona sottolinea “il rischio che l’attribuzione sistematica e prolungata di compiti propri del personale di supporto possa determinare una progressiva confusione dei ruoli e un indebolimento della specificità professionale dell’infermiere”.

Conti richiama i più recenti orientamenti giurisprudenziali, secondo i quali “il rispetto della professionalità non può essere valutato esclusivamente sulla prevalenza quantitativa delle mansioni qualificate, ma richiede che quelle inferiori rimangano realmente occasionali e marginali”.

Pertanto Opi Ancona “invita le aziende sanitarie a garantire un adeguato impiego di operatori socio-sanitari” e propone “l’apertura di un tavolo di confronto con la Regione, con le direzioni aziendali, con il sistema della residenzialità e con le organizzazioni sindacali per definire linee guida condivise sull’impiego delle competenze infermieristiche e sui limiti dell’assegnazione a mansioni di supporto”.

Al contempo, opi Ancona “esprime vicinanza ai colleghi che hanno promosso il ricorso, riconoscendo il valore della loro iniziativa nell’aver portato all’attenzione pubblica un tema centrale per la qualità dell’assistenza, la sicurezza nelle strutture penitenziarie e la tutela della dignità della professione infermieristica”.

Redazione Nurse Times

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