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Sanità privata, otto anni senza contratto. I sindacati tornano in piazza e chiamano in causa le Regioni

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Sanità privata, "Straordinaria partecipazione allo sciopero nazionale". La soddisfazione di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl
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Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl annunciano presidi e assemblee davanti alle strutture Aiop e Aris e poi davanti alle sedi regionali. Il nodo resta sempre lo stesso: chi paga il rinnovo. Per i sindacati le strutture accreditate vivono di fondi pubblici, per i datori di lavoro i costi devono essere coperti dalle Regioni.

Il 23 ottobre Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno annunciato la ripresa della mobilitazione nazionale per il rinnovo del contratto della sanità privata accreditata, quello applicato nelle strutture associate ad Aiop e Aris. Nelle prossime settimane sono previsti presidi, assemblee, volantinaggi e iniziative pubbliche davanti alle strutture. Seguirà una fase rivolta alle Regioni, con manifestazioni sotto le sedi regionali e richieste di incontro ai presidenti.

Secondo i sindacati il contratto della sanità privata è scaduto da otto anni, mentre quello delle RSA e della riabilitazione Aiop-Aris è fermo da quattordici. I lavoratori coinvolti, tra infermieri, oss, tecnici e amministrativi, sono più di 300mila.

Un anno di tavoli a vuoto

Il 2026 non ha spostato la vertenza. A febbraio il tentativo di conciliazione al Ministero del Lavoro si è chiuso senza accordo. Il 4 marzo un incontro al Ministero della Salute non ha prodotto sblocchi. Il 17 aprile c’è stato lo sciopero nazionale a Roma.

Nel comunicato di questa settimana i sindacati elencano i rinvii: prima un emendamento che, a loro dire, ha negato l’indennità di vacanza contrattuale al personale sociosanitario, poi l’aggiornamento dei DRG rimasto congelato, infine i tavoli ancora bloccati. La conclusione è netta: «Non ci fermeremo fino al rinnovo del contratto».

Sul fronte datoriale, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, Aiop e Aris legano il rinnovo alla copertura dei maggiori costi da parte delle Regioni, attraverso le tariffe. Una replica delle associazioni al comunicato del 23 ottobre non era disponibile alla chiusura di questo articolo.

Cosa cambia per gli infermieri

Per un infermiere la distanza con il pubblico è stimata in circa 500 euro al mese, secondo la Cisl Fp di Bergamo. Ogni rinnovo firmato nel servizio pubblico la allarga un po’ di più.

Le conseguenze si vedono nei reparti. Chi lavora in una clinica accreditata guarda ai concorsi pubblici, e le strutture private, che coprono una parte importante dell’offerta in molte Regioni, faticano a trattenere personale esperto. Il turn over pesa sui turni di chi resta e sulla continuità dell’assistenza.

I sindacati chiedono anche di vincolare l’accreditamento al rispetto dei contratti firmati dalle organizzazioni più rappresentative. È una richiesta che sposta la questione dal tavolo sindacale alle scelte delle Regioni, che pagano le prestazioni.

Le strutture private lavorano con soldi pubblici. Il contratto di chi ci lavora aspetta da otto anni che qualcuno decida chi deve pagarlo.

Antonio Leuci

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