“La sentenza del Tribunale del lavoro di Milano sull’Azienda socio-sanitaria territoriale Grande Ospedale Metropolitano Niguarda è emblematica delle condizioni della sanità in Italia”. Esordisce così, in una nota, Andrea Quartini, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari sociali e coordinatore del Comitato Salute e inclusione sociale del M5S.
“Il dispositivo, ripreso dal Fatto Quotidiano, dà ragione a nove infermieri del reparto di Cardiologia che avevano fatto causa al Niguarda – prosegue Quartini -, riconoscendo loro risarcimenti complessivi per oltre 206.000 euro, ai quali vanno aggiunti i 22.000 di spese legali. Le testimonianze raccontano di cinque infermieri di giorno e quattro di notte, privi di operatori socio-sanitari, per 36 posti letto, di cui 12 ad alta intensità”.
E ancora: “Turni folli, con giorni di riposo saltati e fino a cinque notti consecutive, sempre con comunicazioni all’ultimo minuto. Appena due giorni di formazione per i neo-assunti. E l’Azienda sapeva tutto, ma non ha fatto niente. Anzi, ancora oggi il modus operandi è lo stesso. Quello che, secondo la sentenza, ha ‘trasferito sui lavoratori una parte significativa del costo dell’organizzazione del servizio’. Con ricadute che ‘possono avere conseguenze anche gravi sulla salute del paziente’. La sentenza è una pietra tombale sulla gestione della carenza di personale tipica di diverse strutture sanitarie nel nostro Paese”.
Sempre Quartini: “La Cardiologia del Niguarda è infatti un caso vergognoso, ma di certo non isolato: è parte di un sistema che all’assunzione di nuovi infermieri preferisce la vessazione dei pochi in servizio. Dobbiamo investire in un piano serio, che permetta di tutelare il personale infermieristico, di assumere nuovi professionisti, ma anche di garantire loro stipendi adeguati e possibilità di carriera, per restituire appeal a una professione cruciale per il futuro della nostra sanità pubblica. Sperando che a gestirla non sia più questo Governo incapace, che sta scaricando la sua inadeguatezza su personale e pazienti”.
Redazione Nurse Times
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