Home Regionali Friuli Venezia Giulia Il Friuli cerca infermieri in Ghana e Argentina: borse da 15mila euro
Friuli Venezia GiuliaNT NewsRegionali

Il Friuli cerca infermieri in Ghana e Argentina: borse da 15mila euro

Condividi
Azienda sanitaria Friuli Centrale, "Lavoro massacrante per gli infermieri": Nursind chiede le dimissioni del dg
Infermieri da Ghana e Argentina verso il Friuli Venezia Giulia con borse da 15mila euro e formazione all’Università di Udine
Condividi
Il progetto con UniUd partirà nel 2026/27: titolo italiano, requisiti di merito e permanenza di almeno cinque anni nel Ssr se assunti

Il Friuli Venezia Giulia cerca infermieri anche all’estero e sceglie una strada diversa dalla semplice assunzione di professionisti con titolo straniero: portarli all’Università degli Studi di Udine, completarne il percorso formativo in Italia e provare successivamente a inserirli stabilmente nel Servizio sanitario regionale.

La Giunta regionale ha approvato il 28 agosto 2026, su proposta dell’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, lo schema di convenzione con l’Università di Udine per un progetto pilota che partirà dall’anno accademico 2026/2027. La prima fase prevede 15 posizioni destinate a laureati provenienti da Argentina e Ghana, con un sostegno economico fino a 15.000 euro all’anno per ciascun partecipante

Una sperimentazione che nasce dalla difficoltà, riconosciuta dalla stessa Regione, di reperire personale infermieristico e che introduce precisi obblighi: requisiti universitari durante il percorso, partecipazione alle selezioni del Ssr dopo la laurea e, in caso di assunzione, permanenza nel sistema sanitario regionale per almeno cinque anni. 

Non saranno assunti immediatamente: prima il percorso all’Università di Udine

Un aspetto importante della notizia riguarda proprio le modalità di ingresso.

I 15 candidati sono laureati nei rispettivi Paesi di provenienza, ma il progetto non prevede il loro immediato utilizzo negli ospedali friulani come infermieri.

Secondo quanto comunicato ufficialmente dalla Regione e dall’Università di Udine, i candidati dovranno affrontare una prova di equipollenza nell’ambito della normativa vigente. Successivamente potranno essere iscritti direttamente al secondo o al terzo anno del corso di laurea in Infermieristica di UniUd, in funzione della valutazione del percorso precedente, per arrivare al conseguimento del titolo in Italia. 

Il modello, quindi, punta a integrare formazione universitaria, apprendimento della lingua italiana e successivo inserimento lavorativo, anziché limitarsi al reclutamento immediato dall’estero.

Si tratta di una distinzione rilevante anche sotto il profilo professionale. In via generale, per chi possiede un titolo di infermiere conseguito in un Paese extra-UE esiste infatti una specifica procedura di riconoscimento presso il Ministero della Salute, che può concludersi con il riconoscimento, con una misura compensativa oppure con il diniego. 

Borsa da 15mila euro l’anno: cosa coprirà

Per ciascuno dei 15 partecipanti è previsto un sostegno di 15.000 euro annui, erogato per la durata del percorso formativo.

La somma servirà a sostenere:

  • viaggio e alloggio;
  • tasse di iscrizione universitaria;
  • assicurazione medica;
  • borsa di mobilità;
  • corsi di lingua italiana. 

È quindi più preciso parlare di finanziamento regionale del progetto e di sostegno agli studenti piuttosto che, genericamente, di una Regione che “paga l’università”: la Regione trasferirà le risorse a UniUd, mentre l’ateneo gestirà i bandi, il percorso accademico, la rendicontazione e l’erogazione dei contributi. Le risorse sono previste nel bilancio pluriennale regionale 2026-2028

Non basta iscriversi: obbligatorio conseguire almeno il 60% dei CFU

La borsa non sarà priva di condizioni.

Gli studenti dovranno garantire la frequenza consecutiva dei corsi e conseguire ogni anno almeno il 60% dei crediti formativi universitari attesi.

Il mancato rispetto dei requisiti accademici potrà determinare la revoca e la decadenza dal beneficio economico. 

L’Università di Udine metterà inoltre a disposizione tutor didattici dedicati e, tramite il Dipartimento di Medicina, curerà i rapporti con gli atenei esteri, le procedure di selezione e l’intero iter accademico. 

Dopo la laurea arriva il vincolo con il Servizio sanitario regionale

La parte probabilmente più significativa della convenzione è quella relativa al rapporto tra investimento pubblico e successivo impiego professionale.

Una volta ottenuta la laurea, i beneficiari dovranno impegnarsi a partecipare alle procedure selettive indette dagli enti del Servizio sanitario regionale nei tre anni successivi al conseguimento del titolo.

Se verranno assunti, dovranno quindi lavorare negli enti del Ssr del Friuli Venezia Giulia per almeno cinque anni. Anche l’inosservanza di questi obblighi è collegata, secondo il comunicato regionale, alla decadenza dal beneficio previsto dal progetto. 

Il punto è importante: la convenzione non garantisce automaticamente un posto di lavoro. Restano previste le procedure selettive per l’accesso agli enti sanitari pubblici.

Riccardi: “Una strategia strutturale contro la carenza di infermieri”

La Regione presenta l’iniziativa come una risposta alla difficoltà di reperire personale.

Riccardo Riccardi ha definito il progetto pilota una delle strategie strutturali per affrontare quella che considera una “oggettiva carenza di personale infermieristico”, evidenziando anche il possibile impatto della scarsità di professionisti sull’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza. 

Il problema non riguarda soltanto il Friuli Venezia Giulia. Nel maggio 2026 la FNOPI indicava in oltre 462mila gli infermieri e infermieri pediatrici iscritti agli Albi italiani, mentre anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiamava l’insufficienza numerica della professione rispetto ai bisogni assistenziali del Paese. 

Sul versante universitario, il MUR ha definito con il DM 1014 del 7 agosto 2026 i posti disponibili per l’accesso ai corsi delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2026/27, compresi i contingenti destinati ai candidati UE e non UE. 

Il Friuli Venezia Giulia già finanzia chi sceglie Infermieristica

Il progetto rivolto a Ghana e Argentina si inserisce in una politica regionale più ampia.

Per il triennio 2025-2027, il Friuli Venezia Giulia ha infatti previsto complessivamente 9 milioni di euro per favorire le iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica delle Università di Udine e Trieste.

Agli studenti che possiedono i requisiti previsti viene riconosciuto un premio annuale di 3.300 euro lordi. Anche questo incentivo è collegato all’impegno a partecipare alle selezioni regionali dopo la laurea e, in caso di assunzione a tempo indeterminato, a restare nel Ssr regionale almeno cinque anni. 

La nuova misura internazionale rappresenta dunque un ulteriore livello della strategia: incentivare le iscrizioni locali e, contemporaneamente, creare canali formativi con l’estero.

Ghana, c’è anche il tema del reclutamento internazionale etico

Il coinvolgimento del Ghana introduce però un elemento che merita attenzione.

Il Ghana figura nella WHO Health Workforce Support and Safeguards List 2023, che comprende i Paesi con maggiori criticità nella disponibilità di personale sanitario. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di evitare forme di reclutamento internazionale attivo che possano aggravare le carenze dei sistemi sanitari più vulnerabili. 

Nel maggio 2026 l’OMS ha inoltre rafforzato il proprio Global Code of Practice, chiedendo che la mobilità internazionale dei professionisti sanitari produca benefici proporzionati anche per i Paesi di origine e incoraggiando forme di co-investimento nei rispettivi sistemi sanitari. 

Questo non significa che il progetto del Friuli Venezia Giulia sia in contrasto con le indicazioni OMS. I documenti regionali parlano infatti di rapporti bilaterali sviluppati da UniUd con gli atenei stranieri. Sarà tuttavia utile verificare, quando saranno pubblicati la convenzione completa e i relativi bandi, quali garanzie e accordi istituzionali siano stati previsti specificamente per il Ghana.

È un aspetto particolarmente importante per distinguere una politica di mobilità formativa internazionale regolata da un semplice trasferimento di professionisti da un sistema sanitario in carenza verso un altro.

La risposta alla carenza, tuttavia, non può esaurirsi nel reclutamento internazionale. La stessa FNOPI insiste da tempo sulla necessità di intervenire contemporaneamente su attrattività della laurea, condizioni di lavoro, sviluppo delle competenze, carriera, retribuzioni e nuovi modelli organizzativi. Nel 2026 la Federazione ha ribadito che le soluzioni temporanee alla carenza non sono sufficienti e che occorrono interventi strutturali. 

La sperimentazione friulana sarà quindi da valutare anche sulla capacità di ottenere un risultato duraturo: non soltanto portare nuovi professionisti in Italia, ma formarli, integrarli correttamente nel sistema e riuscire a trattenerli nel servizio pubblico.

Un progetto pilota che potrebbe essere esteso

La prima fase riguarderà soltanto 15 persone, ma la Regione ha già chiarito che lo schema della convenzione è stato costruito in modo da poter essere utilizzato anche con altre istituzioni accademiche del territorio

Redazione NurseTimes

Fonti ufficiali consultate
  • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, 28 agosto 2026 – “Salute: Riccardi, sostegno a 15 studenti esteri per Infermieristica”
  • Università degli Studi di Udine – “Infermieristica, la Regione sostiene 15 studenti esteri”, 28 agosto 2026
  • Ministero della Salute – riconoscimento del titolo professionale di infermiere conseguito in Paese extra-UE.
  • Organizzazione mondiale della sanità – WHO Global Code e Health Workforce Support and Safeguards List

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Indagine Nursing Up: "Il 60% degli infermieri lascerebbe il lavoro"
InfermieriMarcheNT NewsProfilo professionaleRegionali

Molti infermieri vogliono mollare. Il Ssn cade dalle nuvole

In due ospedali marchigiani oltre quattro professionisti su dieci dichiarano di aver...

Puglia, concorso per 2445 OSS. La Fials chiede la rivalutazione dei titoli di servizio
NT NewsPugliaRegionali

Mobilità intraregionale in Puglia, FIALS denuncia anomalie e chiede l’immediato intervento della Regione

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Segretario regionale FIALS Puglia –...

Asst Santi Paolo e Carlo: concorso per 5 posti da oss
ConcorsiLavoroLombardiaNT NewsRegionali

Asst Santi Paolo e Carlo: 2 concorsi per 100 posti da infermiere

L’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano ha indetto due concorsi –...