L’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza-Brianza e Sondrio interviene sulle dichiarazioni rilasciate venerdì 24 luglio dall’assessore agli Enti locali e montagna, Massimo Sertori, e dal direttore generale al Welfare di Regione Lombardia, Mario Melazzini. In sede di VIII Commissione del Consiglio regionale i referenti della politica e del welfare regionale hanno preannunciato, entro il mese di settembre, un piano di incentivi destinati a 7mila operatori sanitari delle aree di confine con il territorio svizzero, per un totale di circa 45 milioni di euro.
Commenta il presidente dell’Ordine, Diego Catania (foto): “Accolgo con favore il provvedimento, che mira a ragion veduta a intervenire sullo spopolamento delle aree di confine, segnate dalla migrazione di professionisti sanitari in cerca di condizioni di lavoro più favorevoli. Si tratta di una misura fondamentale per trattenere e stabilizzare nel nostro territorio personale qualificato, scongiurando una vera e propria desertificazione di risorse umane. Auspico che tale misura interessi tutti i professionisti sanitari, come le migliaia di iscritti al nostro Ordine che operano nelle province di Como e di Sondrio”.
La manovra preannunciata da Regione Lombardia trova il suo fondamento nella Legge n. 213/2023 (Legge di Bilancio 2024), che prevede la possibilità di riconoscere un incremento economico fino al 20% dello stipendio al personale sanitario in servizio nelle aziende situate nelle zone di confine.
Rispetto all’esplicita menzione di medici e infermieri da parte dell’assessore, Catania precisa: “Ricordo che l’eccellenza del nostro Servizio sanitario regionale si fonda sulla pluralità di profili professionali che lo compongono, che mettono le loro competenze specialistiche a disposizione delle esigenze complesse dei cittadini. Pertanto la misura proposta, per risultare davvero efficace e sostenibile a lungo termine, deve interessare la totalità dei professionisti che contribuiscono alla tenuta del sistema salute. In caso contrario, il rischio è che l’emorragia di risorse, tamponata da una parte, prosegua dall’altra, lasciando le strutture di confine ugualmente sguarnite e indebolite”.
E ancora: “Un piano di incentivi economici che favorisca alcune figure a discapito di altre, oltre a rivelarsi inefficace, rischierebbe di minare la coesione e la sinergia del personale, con ricadute importanti sul servizio alla cittadinanza. Confido, tuttavia, che i vertici regionali, come dimostrato più volte negli ultimi anni, dimostrino lungimiranza e capacità di riconoscere e valorizzare tutte le componenti del sistema salute”.
Redazione Nurse Times
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