La Regione, prima in Italia, approva una nuova procedura per l’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie conseguite all’estero.
La nuova procedura è frutto anche della grande collaborazione del gruppo di lavoro degli Ordini delle Professioni Infermieristiche pugliesi: introdotti controlli più rigorosi, nuovi requisiti e verifiche sostanziali sulle qualifiche estere. Riesame anche delle autorizzazioni già rilasciate.
La Regione Puglia imprime una svolta significativa alla disciplina dell’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie da parte dei professionisti in possesso di qualifiche conseguite all’estero. Con la Determinazione Dirigenziale n. 121 dell’8 giugno 2026, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione, viene completamente aggiornata la procedura autorizzativa prevista dall’articolo 15 del Decreto-Legge 34/2023, introducendo un sistema di controlli molto più rigoroso rispetto al passato.
L’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione regionale è duplice: da un lato continuare a fronteggiare la carenza di personale sanitario, dall’altro garantire elevati standard di sicurezza delle cure attraverso una verifica approfondita delle competenze professionali dei candidati.
La nuova disciplina sostituisce definitivamente la precedente Determinazione n. 154/2024, ritenuta ormai non più adeguata alla luce dell’evoluzione normativa, della giurisprudenza amministrativa e delle esigenze di tutela della salute pubblica.
Non più solo controlli documentali: arriva la valutazione sostanziale delle competenze
La principale novità riguarda il ruolo della Commissione regionale, che non si limiterà più ad accertare la regolarità della documentazione presentata, ma sarà chiamata a effettuare una vera e propria valutazione sostanziale dei requisiti professionali.
La Commissione analizzerà:
- il percorso universitario svolto;
- la validità della qualifica professionale;
- il piano degli studi;
- l’esperienza lavorativa maturata;
- le competenze linguistiche;
- la documentazione prodotta a supporto dell’istanza.
L’intento della Regione è uniformare le valutazioni ed evitare autorizzazioni fondate esclusivamente sul possesso formale dei titoli, privilegiando invece una verifica concreta delle competenze realmente possedute dal professionista sanitario.
Riesame anche delle autorizzazioni già concesse
Uno degli aspetti più rilevanti della determina riguarda i professionisti che già esercitano in forza di precedenti autorizzazioni.
La Regione dispone infatti che potranno essere sottoposte a nuova verifica:
- le autorizzazioni già rilasciate;
- le proroghe concesse;
- le autorizzazioni aventi validità fino al 31 dicembre 2027.
Ogni posizione potrà essere rivalutata dalla Commissione, che verificherà il permanere dei requisiti richiesti per continuare a svolgere l’attività professionale sul territorio pugliese.
Si tratta di una disposizione che rafforza notevolmente il sistema dei controlli e introduce un monitoraggio continuo dei professionisti autorizzati.
Tempi istruttori estesi fino a 90 giorni
L’elevato livello di approfondimento richiesto dalla nuova procedura comporta inevitabilmente un allungamento dei tempi amministrativi.
La conclusione dell’istruttoria viene fissata entro 90 giorni, salvo sospensioni previste dalla normativa sul procedimento amministrativo.
Per le pratiche già presentate il nuovo termine decorrerà dalla pubblicazione della Determinazione n. 121/2026.
Certificazione linguistica obbligatoria e documentazione molto più articolata
Particolare attenzione viene riservata alla conoscenza della lingua italiana.
Per ottenere l’autorizzazione sarà necessario possedere una certificazione ufficiale di livello almeno B2 secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER).
Per i logopedisti viene raccomandato il possesso del livello C1, considerata la particolare rilevanza dell’utilizzo della lingua nell’attività clinica.
La documentazione richiesta risulta inoltre molto più articolata rispetto al passato e comprende, tra l’altro:
- domanda di riconoscimento presentata al Ministero della Salute;
- titolo universitario legalizzato e tradotto;
- Dichiarazione di Valore o attestazione CIMEA;
- certificato degli esami universitari;
- Good Standing professionale;
- curriculum Europass;
- documentazione attestante l’esperienza lavorativa;
- eventuali specializzazioni;
- certificazione di residenza o domicilio in Puglia.
Obbligo di assicurazione professionale e formazione continua
La Determinazione introduce anche nuovi obblighi per i professionisti autorizzati.
Chi otterrà l’autorizzazione dovrà:
- stipulare una polizza di Responsabilità Civile Professionale;
- adempiere agli obblighi di formazione continua ECM;
- comunicare tempestivamente qualsiasi variazione che possa incidere sul possesso dei requisiti autorizzativi.
La Regione si riserva inoltre il potere di revocare o annullare l’autorizzazione qualora vengano meno le condizioni previste dalla normativa o emergano motivi di interesse pubblico.
Proroga fino al 30 settembre 2026
Nelle more della conclusione delle verifiche, la Regione ha disposto una proroga dell’autorizzazione fino al 30 settembre 2026 per i professionisti già autorizzati e precedentemente prorogati fino al 31 maggio 2026, evitando così possibili interruzioni dell’attività assistenziale.
Un modello più rigoroso per garantire sicurezza delle cure
La Determinazione n. 121/2026 rappresenta uno dei provvedimenti regionali più articolati adottati negli ultimi anni in materia di riconoscimento temporaneo delle qualifiche professionali sanitarie conseguite all’estero.
Pur confermando la possibilità di ricorrere a professionisti stranieri per fronteggiare la cronica carenza di personale, la Regione Puglia introduce un sistema di valutazione molto più rigoroso, fondato sulla verifica sostanziale delle competenze, della preparazione universitaria, della conoscenza della lingua italiana e dell’esperienza professionale maturata.
L’obiettivo dichiarato è coniugare il necessario reclutamento di personale sanitario con la tutela della qualità dell’assistenza e della sicurezza dei cittadini, rafforzando i controlli su un tema che negli ultimi anni ha assunto un’importanza crescente per il Servizio sanitario regionale.
Redazione NurseTimes
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