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Donna morta dopo malore in strada, Asl Bari condannata a risarcire: ambulanza arrivò in ritardo di un’ora

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La denuncia dell'attivista Chiara Viscioni: "Molestata in ambulanza da un infermiere". Asl Teramo avvia indagine interna
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L’Asl Bari è stata condannata a risarcire con 235.000 euro i famigliari di una donna deceduta oltre cinque anni fa nella ciittadina di Noci, vittima di un malore in strada mentre passeggiava col marito. Sotto accusa era finito l’intervento tardivo del 118. E il Tribunale di Bari ha in effetti stabilito che il soccorso non fu gestito in modo corretto: se prestate in tempi adeguati, le cure del caso avrebbero garantito maggiori possibilità di sopravvivenza. L’ambulanza arrivò dopo circa un’ora, e a bordo c’era solo l’infermiere. Il medico giunse ancora più tardi, quando ormai non c’era più nulla da fare.

I fatti risalgono al 7 novembre 2020, in piena emergenza Covid. A chiamare il 118 furono sia il coniuge sia due agenti della Polizia locale presenti sul posto. Alla prima chiamata, avvenuta alle 19:05, non rispose nessuno. Alla seconda (19:11) l’operatore riferì di una “temporanea indisponibilità di mezzi”. Una bugia, stando alla documentazione acquisita e alle registrazioni delle comunicazioni interne tra centrale operativa e personale dell’ambulanza di Alberobello.Tant’è vero che il giudice ha parlato di informazioni non veritiere fornite ai famigliari.

La sentenza riporta anche alcuni passaggi delle conversazioni tra operatori, ritenuti rilevanti per comprendere la classificazione iniziale dell’emergenza e i tempi di attivazione del mezzo. “Ma è cosciente?”, chiesero dall’ambulanza. “Sì, secondo me è cosciente, si sarà già ripresa”, risposero dalla centrale. Poi: “Prova a risentirli, che codice hai messo?». Rispasta: “Ti ho messo un giallo, vai lì tranquilla, vedi se la signora è morta”. E ancora: “Va be’, noi intanto ci vestiamo, mi devi dare il tempo”.

Parole che hanno avuto un peso nella valutazione finale del giudice, insieme alla cronologia delle chiamate e dei successivi arrivi sul posto.

Redazione Nurse Times

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