Firmato il contratto all’ARAN: 137mila dirigenti interessati, incrementi medi del 7,27% e arretrati fino a 14.540€ per i ruoli apicali
Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2022–2024 per l’area della dirigenza medica e sanitaria rappresenta una notizia di primo piano per la sanità pubblica. Le risorse stanziate ammontano a 1,2 miliardi e dovrebbero tradursi in un incremento medio retributivo del 7,27% (circa 491 euro lordi medi mensili su 13 mensilità), con arretrati medi significativi e punte più elevate per i ruoli apicali.
Cosa prevede il contratto: numeri, benefici e destinatari
Il CCNL interessa circa 137.000 dirigenti: 120.000 figure mediche e 17.000 dirigenti sanitari non medici. Le risorse complessive (1,2 mld) assicurano aumenti medi di circa 491 € lordi mensili e arretrati che, a seconda del ruolo, si aggirano su una media di alcune migliaia di euro — con stime che arrivano fino a 14.540 € lordi per i direttori di struttura complessa nelle aree chirurgiche. Questi dati sono stati diffusi al momento della sottoscrizione definitiva ed elencati nei comunicati ufficiali.
La firma definitiva è stata possibile dopo la certificazione della Corte dei Conti che ha permesso all’ARAN – Agenzia per la rappresentanza negoziale di sottoscrivere l’intesa con le organizzazioni sindacali. Secondo le note ufficiali, la sottoscrizione apre anche la partita per il negoziato successivo (CCNL 2025–2027) e rappresenta il completamento del triennio contrattuale.
Posizioni sindacali e valutazioni tecniche
Non tutte le sigle hanno aderito: resta il dissenso di alcune organizzazioni sindacali nazionali mentre altre hanno sottoscritto l’accordo. I sindacati ospedalieri hanno fornito stime differenziate sugli incrementi per fascia e incarico: si parla di aumenti lordi variabili (es. dai ~322 € per incarichi iniziali fino a ~530 € per direttori di struttura complessa in area chirurgica) e di arretrati che oscillano notevolmente in base alla qualifica. Le reazioni sindacali sottolineano la dimensione prevalentemente economica del rinnovo ma chiedono attenzione su voci non ancora corrisposte, come l’indennità di specificità.
Novità normative e misure di tutela
Oltre agli aspetti economici, il contratto introduce modifiche normative rilevanti: rafforzamento della retribuzione di posizione (incremento fino al 55% per neoassunti), aumento delle indennità di direzione e specificità per alcuni profili (medico-veterinari e profili sanitari), possibilità di ricostituzione del rapporto di lavoro entro cinque anni con la precedente azienda, misure per una più effettiva fruizione delle ferie (anche in periodo di preavviso) e tutele specifiche per il personale vittima di aggressioni (patrocinio legale e supporto psicologico a carico dell’Azienda).
Parte degli incrementi sarà visibile già nelle buste paga di marzo, gli arretrati verranno calcolati e liquidati secondo le modalità previste dal CCNL e dalle procedure aziendali.
L’accordo per la dirigenza medica si inserisce in un quadro più ampio di rinnovi contrattuali nel pubblico impiego: il comitato di settore ha infatti approvato atti di indirizzo per avviare le trattative 2025–2027 sia per i dirigenti sia per il comparto (infermieri e altro personale), portando complessivamente risorse in gioco pari a diversi miliardi e coinvolgendo oltre 730.000 persone tra comparto e dirigenza.
Redazione NurseTimes
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