Si è svolto venerdì presso l’Università degli Studi di Bari il workshop dal titolo “Governare la complessità territoriale. Misurare per decidere, decidere per migliorare”, dedicato all’analisi delle condizioni abilitanti per la creazione di valore pubblico attraverso l’assistenza territoriale.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto GRINS (Growing Resilient, Inclusive and Sustainable), che coinvolge 13 università italiane e circa 300 ricercatori. Il progetto è articolato in otto spoke tematici.
Lo Spoke 2, è dedicato alla sostenibilità territoriale e mira a sviluppare strumenti di analisi e misurazione utili a orientare le riforme organizzative in ambito sanitario.
Dopo i saluti istituzionali della professoressa Grazia Dicuonzio, direttrice del DEMDI e referente dello Spoke 2 progetto GRINS, e gli interventi in collegamento della professoressa Bergantino, del dottor Vito Montanaro, della dottoressa Squicciarini e della dottoressa Caroli, ha preso la parola il rettore dell’Università di Bari, professor Roberto Bellotti.
Nel suo intervento, il rettore ha sottolineato l’importanza del dialogo tra università, decisori pubblici e cittadini. Inoltre ha evidenziato come la misurazione dei dati rappresenti uno strumento centrale per orientare le scelte organizzative. Non si tratta soltanto di valutare “quanto si spende”, ma di comprendere “come si spende”, al fine di migliorare l’efficacia delle politiche sanitarie e la sostenibilità del sistema.
Nel corso della tavola rotonda dedicata alle condizioni abilitanti per la creazione di valore pubblico attraverso l’assistenza territoriale, è stato ampiamente discusso il ruolo del Decreto Ministeriale 77/2022. Questo decreto ha definito i nuovi standard organizzativi per l’assistenza territoriale, introducendo e regolamentando strutture come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità.
La dottoressa Di Matteo, commissario straordinario della ASL BAT, ha evidenziato come la complessità dell’assistenza territoriale richieda una governance strutturata e strumenti di monitoraggio adeguati. Tra gli indicatori ritenuti strategici figurano l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e il Fascicolo Sanitario Elettronico, considerati elementi chiave per rafforzare la presa in carico e ridurre l’afflusso improprio ai Pronto soccorso.
Il dottor Luigi Fruscio, Direttore Generale ASL BA, ha sottolineato come il DM/77 rappresenti una formalizzazione di assetti già presenti nel sistema sociosanitario. Tuttavia introduce anche standard e indicatori comuni. Secondo il dottor Fruscio, uno degli elementi centrali è anche l’informazione al cittadino, spesso poco consapevole delle alternative territoriali rispetto all’ospedale. Un ruolo fondamentale è attribuito ai medici di medicina generale, chiamati a svolgere una funzione di raccordo tra territorio e sistema sanitario.
Sul tema è intervenuto anche commissario straordinario dell’IRCCS Giovanni Paolo II, dott. Alessandro Delle Donne, che ha rimarcato come il superamento della centralità dell’ospedale richieda un cambiamento culturale e organizzativo. Tuttavia, bisogna mantenere un’integrazione funzionale con le strutture ospedaliere.
Il Dottor De Nuccio, Direttore Generale ASL BR, evidenzia l’importanza del collegamento tra università, ricerca e aziende sanitarie per supportare decisioni basate su evidenze. Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sulla complessità gestionale e sulle carenze di personale. Inoltre, ha sottolineato l’esigenza di rafforzare la rete territoriale, integrare sanitario e sociale e condividere una cultura orientata alla performance.
Il workshop ha evidenziato come la riforma dell’assistenza territoriale richieda un approccio integrato, fondato su misurazione, standard organizzativi e collaborazione tra livelli istituzionali. L’obiettivo è rendere il sistema più sostenibile e vicino ai bisogni della popolazione.
Guido Gabriele Antonio
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