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Indennità di pronto soccorso, Gruppo infermieri Emilia-Romagna: “Preoccupati per le modalità di applicazione della legge”

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Piemonte, raddoppiata l'indennità di pronto soccorso per gli infermieri
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Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del Gruppo di infermieri dei pronto soccorso dell’Emilia-Romagna.

Siamo un gruppo di infermieri che opera quotidianamente nei pronto soccorso dell’Emilia-Romagna e desideriamo portare alla vostra attenzione le crescenti preoccupazioni del personale riguardo all’indennità di pronto soccorso.

Il lavoro nei pronto soccorso è caratterizzato da elevata complessità e stress lavorativo: gestiamo pazienti con quadri clinici acuti e critici, spesso in condizioni di emergenza, e ci troviamo a fronteggiare un’utenza talvolta aggressiva o violenta. Questo impegno avviene in un contesto dove il numero di infermieri per turno è spesso insufficiente rispetto al carico assistenziale, generando situazioni di sovraccarico operativo e rischio clinico elevato.

L’indennità di pronto soccorso è stata concepita come riconoscimento specifico del rischio, della responsabilità e della complessità del lavoro svolto in questi contesti. La normativa nazionale che la disciplina è la Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (art. 1, comma 293), che stabilisce testualmente: “È prevista una specifica indennità di natura accessoria per il personale della dirigenza medica e del comparto sanità, dipendente dalle aziende e dagli enti del Servizio sanitario nazionale e operante nei servizi di pronto soccorso, da riconoscere in ragione dell’effettiva presenza in servizio nei servizi di pronto soccorso”.

A seguito di questa legge e delle successive modifiche della Legge di Bilancio, sono state stanziate risorse specifiche per il pagamento delle indennità, che sono già in fase di erogazione ai dipendenti che operano stabilmente nei pronto soccorso. Questi fondi rappresentano un riconoscimento concreto del lavoro gravoso e del rischio operativo sostenuto quotidianamente dal personale infermieristico. Siamo pertanto fortemente preoccupati dall’orientamento di alcune categorie sindacali, che intendono estendere l’indennità anche a chi opera nel pronto soccorso in maniera saltuaria o di supporto, senza un impegno full-time.

Riteniamo che questa scelta:
  • diluisca il valore dell’indennità, riducendone il riconoscimento economico effettivo per chi lavora stabilmente;
  • snaturi la funzione compensativa originaria, che premia il rischio, la responsabilità e la complessità del servizio;
  • generi disparità tra il personale continuativo e quello occasionale, con possibili effetti negativi sulla motivazione e sulla continuità del servizio.

Riteniamo invece che l’indennità debba essere attribuita esclusivamente agli infermieri che operano stabilmente e full time all’interno del pronto soccorso, in coerenza con il principio stabilito dalla legge e con le modalità attuali di erogazione dei fondi.

Solo così è possibile riconoscere correttamente il lavoro dei professionisti che affrontano quotidianamente:
  • turni pesanti e prolungati, con riposo spesso insufficiente;
  • gestione di pazienti critici e complessi;
  • situazioni di rischio per la propria sicurezza, dovute anche a episodi di aggressione verbale o fisica;
  • carichi di lavoro superiori rispetto all’organico disponibile, con pressione costante su competenze cliniche e organizzative.

Riteniamo fondamentale che la redazione di NurseTime sia informata del reale disagio operativo e delle criticità organizzative che caratterizzano il lavoro nei pronto soccorso, affinché l’opinione pubblica e le istituzioni conoscano la vera portata del rischio professionale affrontato quotidianamente dai colleghi.

Nota: La presente comunicazione riflette le osservazioni e le preoccupazioni condivise dai colleghi infermieri dei pronto soccorso con cui siamo in costante contatto. Essa ha esclusivamente finalità informative e di opinione professionale, basata su esperienze operative e sulla normativa vigente, senza intenzione di diffamare o accusare singoli individui o enti.

Redazione Nurse Times

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