Per gli infermieri italiani, spesso alle prese con turni massacranti, stipendi bloccati e scarse possibilità di carriera, la “fuga” all’estero può rappresentare un’opportunità di riscatto professionale. Tanto più che fuori dai confini nazionali sono considerati un’autentica eccellenza, grazie all’alto livello della preparazione universitaria.
Tuttavia non è una decisione che si può prendere a cuor leggero. Anche perché ogni Paese ha il suo ordine professionale, le sue regole di riconoscimento dei titoli e, soprattutto, requisiti linguistici molto stringenti. Il sito Biancolavoro.it ha messo a punto un’utile guida che confronta le mete più ambite (Regno Unito, Svizzera, Germania), analizzando stipendi reali e percorsi burocratici. La proponiamo di seguito.
Riconoscimento del titolo
Grazie alla Direttiva 2005/36/CE, la laurea in Infermieristica italiana è valida in tutta l’Unione Europea, ma non è “automatica” per l’esercizio della professione. Si deve sempre passare attraverso l’ente regolatore locale (il collegio infermieri del Paese ospitante) per ottenere la “licenza” o l’iscrizione all’albo.
Lingua (livello B2)
Dimenticate l’inglese scolastico. In ospedale bisogna comprendere le consegne al volo e comunicare con pazienti che magari parlano dialetto o sono sotto shock. Il livello B2 (intermedio-avanzato) è il minimo sindacale richiesto ovunque, spesso certificato ufficialmente (IELTS, OET, Goethe Institut, Delf).
Per i Paesi anglofoni, molti infermieri preferiscono l’OET all’IELTS. È un esame di inglese specifico per le professioni sanitarie: invece di parlare di letteratura o ambiente, si simulano conversazioni con pazienti o lettere di dimissioni. Spesso è considerato più accessibile per chi lavora già nel settore.
Regno Unito
Il Regno Unito è stato per anni la meta numero uno. Oggi lavorare nel National Health Service (NHS) è ancora possibile e molto remunerativo, ma la burocrazia è aumentata. Non basta più la carta d’identità, ma a seguito della Brexit servono il passaporto e un visto.
Per lavorare come Registered Nurse si deve superare un percorso a tappe:
- Language Check: IELTS Academic o OET con punteggi alti.
- CBT (Computer Based Test): un test teorico a crocette che puoi fare dall’Italia.
- OSCE (Objective Structured Clinical Examination): un esame pratico che si svolge in UK (spesso gli ospedali ti assumono come Pre-Registered Nurse e ti formano per superare questo esame in loco).
Per vivere ne Regno Unito serve l’Health and Care Worker Visa. La buona notizia è che gli infermieri sono nella lista delle professioni carenti (Shortage Occupation List), il che rende l’ottenimento del visto più veloce e meno costoso rispetto ad altri lavori.
Gli stipendi partono dal Band 5 (circa 28.000-32.000 sterline lorde annue base) e salgono rapidamente con l’esperienza e le specializzazioni, oltre a prevedere extra per notti e festivi (Bank Shifts).
Svizzera
La Svizzera offre gli stipendi più alti al mondo per gli infermieri, ma la selezione è durissima. A seconda del cantone, si devono conoscere il tedesco, il francese o l’italiano (Ticino).
Il titolo italiano deve essere riconosciuto dalla Croce Rossa Svizzera. La procedura è a pagamento (costa diverse centinaia di franchi, tra apertura pratica e riconoscimento finale) e richiede tempo. Senza questo riconoscimento (o almeno l’avvio della pratica), è quasi impossibile essere assunti nel pubblico.
Attenzione: in Ticino la concorrenza è spietata a causa dei frontalieri. Gli stipendi sono più bassi rispetto alla Svizzera tedesca e spesso viene richiesta una pregressa esperienza di almeno due anni in reparti specifici. Inoltre vige la “priorità indigena”: a parità di competenze, il datore di lavoro deve preferire un residente svizzero.
Germania
La Germania ha una carenza cronica di infermieri. Gli ospedali tedeschi offrono quindi contratti a tempo indeterminato quasi immediati e ottimi piani di welfare.
- La lingua è il vero ostacolo. Serve un tedesco B2 certificato (Telc o Goethe). Molte agenzie di reclutamento offrono corsi intensivi gratuiti in Italia prima della partenza.
- Anerkennung è il processo di riconoscimento del titolo. Spesso si inizia a lavorare come assistente infermiere (con stipendio ridotto) mentre si studia per l’esame di lingua o di integrazione professionale per ottenere l’Urkunde (l’abilitazione piena).
Confronto diretto: dove conviene andare?
Ecco una tabella comparativa che aiuta a visualizzare le differenze principali tra i Paesi più popolari.
| Paese | Stipendio Medio Iniziale (Netto stimato) | Requisito Lingua | Principale Difficoltà |
|---|---|---|---|
| Svizzera (Ticino) | € 3.500 – € 4.000 | Italiano (Nessuno) | Altissima concorrenza, costo vita |
| Svizzera (Tedesca) | € 4.500 – € 5.500+ | Tedesco B2 | Lingua difficile |
| Regno Unito (UK) | € 2.200 – € 2.600 | Inglese B2/C1 (IELTS/OET) | Visto e burocrazia NMC lunga |
| Germania | € 2.300 – € 2.800 | Tedesco B2 | Lingua e integrazione culturale |
| Norvegia | € 3.000 – € 3.800 | Norvegese B2 | Clima e lingua (spesso corsi pagati) |
Vantaggi oltre lo stipendio
Non è solo una questione di soldi. Lavorare all’estero come infermiere offre vantaggi strutturali che in Italia spesso mancano:
- Ratio infermiere/paziente: in molti paesi (specialmente UK e Nord Europa) il numero di pazienti affidati a un singolo infermiere è inferiore rispetto all’Italia, garantendo più sicurezza e meno stress.
- Specializzazione: esistono percorsi chiari per diventare Nurse Practitioner o specializzarsi in aree cliniche con aumenti di stipendio corrispondenti, senza dover necessariamente passare a ruoli dirigenziali o abbandonare il letto del paziente.
- Respect: la figura dell’infermiere all’estero gode spesso di un’autonomia decisionale e di un riconoscimento sociale molto elevati.
Il ruolo delle agenzie di recruitment
Per regno Unito, Germania e Norvegia esistono agenzie specializzate (spesso gratuite per il candidato perché pagate dagli ospedali) che assistono in tutto: traduzione documenti, corso di lingua, ricerca alloggio e pratiche di riconoscimento. Affidarsi a loro può semplificare drasticamente il processo, specialmente per la Germania.
Redazione Nurse Times
Fonte: Biancolavoro.it
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