A un anno dallo scandalo dei 3.313 referti istologici in ritardo per esami svolti nel biennio 2024-2025 – in alcuni casi giunti quando ormai era troppo tardi per intervenire – l’Asp Trapani ha nominato un consulente esterno, da affiancare ai propri specialisti, per affrontare la questione dei risarcimenti. La relativa delibera, datata 30 gennaio 2026, è stata emessa dal commissario straordinario Sabrina Pulvirenti, che ha conferito l’incarico al dottor Antonio Guajana, specialista in medicina legale.
A quest’ultimo toccherà esaminare e valutare, insieme ai medici dell’Azienda, le dieci posizioni oggetto di richieste risarcitorie. Riceverà un compenso complessivo di 9.150 euro, oltre a 250 euro per ciascun incontro del CAVS, ipotizzando dieci sedute. La spesa graverà sul capitolo di bilancio “Oneri per liti e risarcimenti” dell’esercizio 2026.
Al centro delle dieci contestazioni ci sono i ritardi nella refertazione degli esami istologici da parte delle Unità operative di Anatomia patologica di Trapani e Castelvetrano. Ritardi che, secondo i pazienti oncologici, avrebbero inciso negativamente sulle loro condizioni di salute. Le diffide e le messe in mora sono state notificate all’Asp a partire da novembre 2024.
Le ispezioni ministeriali e regionali hanno evidenziato gravi disfunzioni organizzative nei reparti di Anatomia patologica dell’Asp Trapani, con sistemi informatici di tracciamento mai entrati in funzione e protocolli mancanti. A seguito dell’istruttoria condotta dal Servizio legale e contenzioso, la documentazione sanitaria è stata trasmessa alla Medicina legale aziendale, che dovrà esprimere un parere tecnico da sottoporre poi alla valutazione collegiale del CAVS, l’organismo chiamato a determinare le eventuali responsabilità.
La vicenda è esplosa dopo la denuncia di Maria Cristina Gallo, professoressa di Mazara del Vallo, che ha atteso otto mesi per ricevere l’esito dei suoi esami e ha raccontato pubblicamente un sistema al collasso. La stessa Gallo è deceduta il 10 ottobre 2025.
Redazione Nurse Times
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