Quasi 16mila gli infermieri di New York, dipendenti di almeno cinque grandi ospedali privati, hanno annunciato l’intenzione di scioperare a partire da lunedì 12 gennaio. Motivo? Il mancato raggiungimento di un accordo tra i consigli di amministrazione e i sindacati rappresentativi degli operatori sul rinnovo dei contratti scaduti lo scorso 31 dicembre.
Gli infermieri chiedono stipendi più alti, piani pensionistici migliori e maggiore protezione sul posto di lavoro. Ma anche un aumento delle assunzioni per rendere più efficiente l’assistenza ai pazienti ai pazienti e più sostenibili i turni di lavoro, oltre a tutele contro l’intelligenza artificiale.
Gli ospedali coinvolti nella moblilitazione sono i Mount Sinai Hospitals, il Columbia University Medical Center, il New York Presbyterian Hospital, il Montefiore Medical Center e il Bronxcare Health System. Ma le trattative proseguono per altri sette ospedali: Maimonides Medical Center, Brooklyn Hospital Center, Wyckoff Heights Medical Center, Richmond University Medical Center, Flushing Hospital Medical Center e due cliniche del One Brooklyn Health.
Secondo l’Office of Emergency Management di New York, che si occupa di gestire le emergenze, sono già stati attivati piani di contingenza per coordinare l’eventuale trasferimento dei pazienti verso altre strutture funzionanti a pieno ritmo. E intanto gli ospedali coinvolti stanno assumendo infermieri interinali.
La New York State Nurses Association ha denunciato il Mount Sinai per aver costretto gli infermieri di ruolo ad addestrare quelli esterni, ingaggiati per sostituirli. Pronta la replica del colosso ospedaliero, secondo il quale il sindacato “politicizza” la trattativa, chiedendo aumenti che farebbero lievitare lo stipendio medio di oltre 100.000 dollari all’anno.
Il possibile sciopero degli infermieri si inserisce nel quadro dell’approvazione, avventa a luglio, di un piano con cui l’amministrazione Trump ha tagliato circa 8 miliardi di dollari di fondi federali destinati a sostenere gli ospedali di New York, mettendo a rischio circa 34mila posti di lavoro.
Se lo sciopero fosse confermato, si tratterebbe della più ampia mobilitazione degli infermieri mai registrata a New York, prefigurando una paralisi senza precedenti del sistema sanitario cittadino. I numeri, infatti, sono più che raddoppiati rispetto all’ultima mobilitazione della categoria, risalente al gennaio 2023, quando 7mila lavoratori si fermarono per tre giorni.
Redazione Nurse Times
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