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Paziente muore in ospedale, familiari assaltano i medici: decisione della Cassazione

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Disabile trattato in modo "disumano": per la Cassazione scatta il reato di tortura
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La Cassazione (sent. n. 29684/2025, 25 agosto) conferma gli arresti domiciliari: motivi, pericolo di reiterazione e inquinamento probatorio

La V Sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con controllo elettronico nei confronti di un familiare ritenuto responsabile dell’aggressione ai sanitari avvenuta nella sala operatoria dopo il decesso della paziente. La decisione, iscritta con la sentenza n. 29684 del 25 agosto 2025, motiva la misura con il grave quadro indiziario. Inoltre, esiste un concreto pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. 

I fatti e la decisione della Corte

Secondo il provvedimento del Tribunale – avallato poi dalla Cassazione – l’aggressione fu organizzata e condotta da un nucleo familiare. Questo gruppo aveva richiamato numerose persone (si parla di almeno 25 presenti). Essi hanno adottato condotte intimidatorie e violente contro i medici e gli infermieri presenti. Il ricorrente, si legge nella motivazione, si sarebbe distinto per la partecipazione attiva al pestaggio. Ha spronato altri a unirsi alle violenze e colpito ripetutamente anche con calci e pugni. Per il Tribunale e per la Cassazione, tale quadro giustifica la misura cautelare per il rischio di reiterazione e per l’eventuale inquinamento probatorio. 

La prima istanza del Gip aveva invece rigettato la richiesta di misure cautelari. Tuttavia, il Tribunale — valutati gli elementi di prova e la pericolosità sia soggettiva che oggettiva degli indagati — ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Questa misura è stata poi confermata dalla Suprema Corte. 

Profili di reato: resistenza a pubblico ufficiale e minaccia aggravata

I reati contestati (resistenza a pubblico ufficiale e minaccia aggravata nell’ambito di un’aggressione a operatori sanitari) sono, sul piano penale, fattispecie che colpiscono chi ostacola l’esercizio di funzioni pubbliche. Questi contesti determinano l’interesse collettivo — come quelli sanitari e ospedalieri. La gravità della condotta è accresciuta quando l’azione è collettiva. Inoltre, quando è organizzata e rivolta contro personale in divisa e soggetto all’esercizio delle funzioni pubbliche. Per un quadro normativo e dottrinale sulla resistenza a pubblico ufficiale si veda la trattazione specialistica in materia. 

Contesto: le aggressioni al personale sanitario in Italia

L’episodio si inserisce in un più ampio contesto di crescente attenzione verso le aggressioni agli operatori sanitari. Ordini professionali e sindacati rilanciano richieste di tutele maggiori e di misure di prevenzione e contrasto. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati casi segnalati e comunicati da organismi professionali locali. Questi chiedono interventi strutturali per la sicurezza negli ospedali e nei pronto soccorso. 

Motivazioni della Cassazione: pericolo di reiterazione e inquinamento delle prove

Nelle motivazioni la Corte sottolinea che la misura cautelare non è una sanzione anticipata. Piuttosto, è uno strumento necessario a preservare l’efficacia dell’azione penale. Ciò accade quando persiste un fondato pericolo che l’indagato possa reiterare il reato o alterare le prove. La presenza di precedenti penali è un punto critico. Inoltre, la totale inosservanza di prescrizioni e ordini dell’autorità e l’indifferenza alle forze dell’ordine intervenute. Questi elementi il Tribunale ha ritenuto indicativi di pericolosità.

Redazione NurseTimes

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