L’Aids, dalla sua insorgenza, si stima abbia fatto nel mondo fra i 32 e i 40 milioni di vittime. L’obiettivo ancora lontano è quello di un vaccino, che finora la comunità scientifica internazionale non è riuscita a mettere a punto.
Sono passati quarant’anni da quando si iniziò a parlare di Aids. Classificato come “peste del XX secolo“, l’Aids, ancora oggi, continua a colpire. Secondo i dati più aggiornati dell’Unaids (Programma congiunto delle Nazioni Unite) nel mondo 38 milioni di persone vivono con il virus, con 1,7 milioni di nuove diagnosi nel 2019.
Ogni settimana vengono diagnosticate circa 5.500 nuove infezioni da Hiv tra giovani donne (15-24 anni); tra gli adolescenti dei Paesi dell’Africa Sub-Sahariana cinque nuove diagnosi su sei riguardano ragazze (15-19 anni). Il numero dei decessi, sia pure in diminuzione rispetto, è stato di 690 mila nel 2019.
Aids in Italia
In Italia dall’inizio dell’epidemia, nel 1982, a oggi sono stati segnalati 71.204 casi di Aids, con oltre 45 mila deceduti fino al 2017. Nel 2019, sempre in Italia, sono state fatte 2.531 nuove diagnosi di infezione da Hiv, in diminuzione rispetto agli anni precedenti.
L’Aids, riporta Ansa, fu trattato inizialmente dalla medicina ufficiale con un farmaco, l’Azt, che diede grandi speranze, le quali si tramutarono in illusione quando si verificò che si allungava solo di qualche mese la sopravvivenza. Mentre gli attivisti inscenavano manifestazioni di protesta armati di vernice rossa, a simboleggiare sangue infetto, e mentre si moltiplicavano le campagne sull’uso del preservativo, con scontri dettati da motivazioni etico-religiose.
Oggi la ricerca farmacologica ha compiuto progressi importanti, fornendo nuovi prodotti alla terapia di combinazione (compresi i cosiddetti “antiretrovirali”), che hanno rimosso l’automaticità della sentenza di morte insita nell’Hiv e sono riusciti a trasformare l’Aids da malattia senza speranza a malattia cronica. L’Aids, tuttavia, continua a colpire soprattutto nei Paesi più poveri, dove l’accesso ai farmaci è spesso negato.
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Fonte: Ansa
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