“Se puntiamo all’eccellenza, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere, una volta per tutte, l’evoluzione della figura infermieristica e il suo ruolo indispensabile, virando verso un vero cambio di strategia”. Con queste parole Sebastiano Portuesi, consigliere dell’Area 7 (Campania, Calabria, Sicilia) della Società italiana infermieri di emergenza (SIIET), lancia un appello alle istituzioni e alla governance sanitaria della Regione Siciliana in seguito alla pubblicazione delle Linee di indirizzo, protocolli e procedure del Sistema di urgenza ed emergenza sanitaria 118.
“Garantire risposte tempestive, appropriate ed efficienti ai cittadini – prosegue Portuesi – rappresenta una sfida quotidiana che la sanità siciliana non può più permettersi di affrontare attraverso l’applicazione di vecchie logiche assistenziali e modelli organizzativi ormai superati. In questo scenario di necessaria transizione l’implementazione di una rete regionale strutturalmente integrata con i servizi offerti dal Numero europeo armonizzato (NEA) 116117 costituisce senza dubbio un importante passo avanti verso la modernizzazione della sanità territoriale”.
E ancora: “Questa infrastruttura si configura come uno strumento strategico fondamentale non solo al fine di ottimizzare i flussi di accesso alle cure non urgenti, ma anche al fine di fungere da vero e proprio filtro per alleggerire la pressione cronica che grava sui pronto soccorso della regione. Tuttavia il potenziale di questa nuova architettura tecnologica e organizzativa rischia di essere gravemente depotenziato, senza un parallelo e formale riconoscimento delle competenze avanzate, della responsabilità clinica e dell’autonomia professionale degli infermieri, pilastri che l’evoluzione normativa degli ultimi decenni ha già ampiamente e chiaramente sancito a livello nazionale”.
Aggiunge il consigliere SIIET: “Alla luce di queste premesse il documento in questione sembra muoversi in una direzione diametralmente opposta, minando alle fondamenta un faticoso percorso di crescita professionale e di integrazione multidisciplinare. Riproporre un modello rigido di supervisione medica su attività puramente operative – che rientrano invece nella netta, qualificata ed esclusiva competenza della figura infermieristica – non fa altro che ingessare il sistema proprio laddove la tempestività del soccorso e la fluidità dei percorsi clinici dovrebbero essere i requisiti primari per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini”.
Conclude Portuesi: “L’infermiere di emergenza-urgenza moderno non è un mero esecutore, ma un professionista con un bagaglio formativo e clinico di altissimo livello. In Sicilia abbiamo professionisti pronti a fare la differenza, capaci di rivoluzionare l’intera filiera del soccorso. Affinché questo potenziale si esprima a pieno, diventa però necessario creare le condizioni normative, organizzative e operative per permettere loro di agire”.
Redazione Nurse Times
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