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WARE Course, il soccorso in mare diventa una palestra di emergenza

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WARE Course 2026, medici e infermieri durante la simulazione di maxi emergenza in mare a Torre Chianca
Simulazione di maxi emergenza in mare durante la seconda edizione del WARE Course nell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo
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A Porto Cesareo, località Torre Chianca, tre giorni di formazione avanzata tra simulazioni, maxi emergenza e lavoro multiprofessionale in mare

PORTO CESAREO – Formarsi direttamente sul campo per imparare a gestire l’emergenza anche quando lo scenario operativo cambia radicalmente. È questo il principio alla base della seconda edizione del WARE Course – Waterborne Advanced Rescue & Emergency (SEA Edition), il percorso di formazione avanzata dedicato al soccorso in ambiente acquatico che dal 25 al 27 settembre 2026 ha portato medici, infermieri e soccorritori provenienti da tutta Italia nell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, in località Torre Chianca.

Il corso nasce dalla collaborazione tra la Società Italiana degli Infermieri di Emergenza Territoriale (SIIET) e AAROI-EMAC, l’Associazione degli Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – Emergenza Area Critica, con l’obiettivo di sviluppare competenze specifiche per affrontare emergenze in contesti non convenzionali.

Dalla formazione teorica alla simulazione sul campo

L’emergenza in mare presenta caratteristiche profondamente differenti rispetto a quella affrontata in un ambiente sanitario tradizionale. Spazi operativi limitati, condizioni ambientali variabili, difficoltà di accesso al paziente, necessità di coordinarsi con altri enti e complessità nelle operazioni di recupero ed evacuazione richiedono competenze tecniche e organizzative specifiche.

Per questo il WARE Course propone una formazione immersiva, nella quale le conoscenze teoriche vengono trasferite direttamente all’interno dello scenario operativo.

Durante i tre giorni di attività, i partecipanti sono stati coinvolti in lezioni, esercitazioni e simulazioni finalizzate alla gestione di situazioni di emergenza in acqua.

Tra gli obiettivi formativi del percorso rientrano la gestione avanzata dell’emergenza in contesti acquatici, il recupero e la stabilizzazione dell’infortunato, le tecniche di rianimazione cardiopolmonare in acqua, l’utilizzo di presidi specifici per l’immobilizzazione e il trasporto, il coordinamento multiprofessionale e lo sviluppo delle capacità decisionali in condizioni di elevata complessità.

La maxi emergenza in mare con Guardia Costiera e 118

Il momento conclusivo della seconda edizione si è svolto domenica 27 settembre, dalle 9 alle 12, con una simulazione di maxi emergenza in mare.

All’esercitazione hanno preso parte anche la Guardia Costiera di Gallipoli e la Centrale operativa 118 di Lecce, contribuendo a ricreare un contesto nel quale il soccorso sanitario deve necessariamente integrarsi con le competenze e le responsabilità degli altri soggetti coinvolti nell’emergenza.

La simulazione ha permesso ai partecipanti di confrontarsi con una sequenza operativa caratterizzata dal raggiungimento della persona in difficoltà, dal recupero, dalla stabilizzazione, dall’eventuale rianimazione e dalla successiva evacuazione.

Un modello che non punta esclusivamente all’acquisizione di abilità tecniche, ma anche allo sviluppo delle cosiddette non-technical skills: comunicazione, leadership, consapevolezza situazionale, capacità di prendere decisioni e gestione delle risorse disponibili.

Andreucci: «La formazione deve svolgersi direttamente negli ambienti operativi»

A tracciare un bilancio della seconda edizione è Andrea Andreucci, presidente della SIIET, che sottolinea l’importanza di portare la formazione direttamente negli scenari nei quali i professionisti potrebbero trovarsi a operare.

«Dobbiamo portare sempre di più la formazione direttamente negli ambienti operativi, perché affrontare un’emergenza in uno scenario non abituale rende tutto più complesso. È fondamentale imparare a collaborare con gli altri enti coinvolti nel soccorso, attraverso un concetto di leadership fluida, che cambia in base allo scenario e alle responsabilità di ciascun soggetto.

Un altro elemento fondamentale è l’utilizzo di presidi specifici: ogni ambiente richiede strumenti adeguati per recuperare, immobilizzare ed evacuare il paziente in sicurezza. Non possiamo pensare di utilizzare in mare gli stessi dispositivi concepiti per il contesto urbano.

Con la maxi emergenza di oggi si conclude il WARE Course, ma il percorso prosegue. Stiamo già lavorando alla prossima edizione, che dal mare aperto si sposterà verso le acque confinate, come ruscelli, torrenti e scenari alluvionali. Le emergenze idrogeologiche sono sempre più una realtà e dobbiamo essere preparati ad affrontarle.

Infine, la formazione multiprofessionale è alla base del nostro progetto. La collaborazione tra SIIET e AAROI-EMAC permette di mettere insieme competenze infermieristiche, mediche e rianimatorie e di portare professionisti esperti direttamente negli ambienti in cui dovranno operare. È dalla condivisione delle competenze che nasce una formazione realmente efficace».

Le parole di Andreucci delineano anche i prossimi sviluppi del progetto. La formazione sul soccorso in ambiente acquatico potrebbe infatti estendersi dal mare aperto agli scenari di acque confinate, come ruscelli, torrenti e contesti alluvionali.

L’obiettivo è preparare i professionisti dell’emergenza a operare in scenari caratterizzati da condizioni ambientali particolarmente complesse, nei quali le procedure ordinarie devono essere adattate alle caratteristiche del luogo.

La formazione multiprofessionale come elemento centrale

Il WARE Course si fonda sulla collaborazione tra professionisti con competenze differenti.

Medici anestesisti rianimatori, medici dell’emergenza-urgenza, infermieri e soccorritori sono chiamati a operare all’interno dello stesso scenario, condividendo informazioni, valutazioni e decisioni.

La partnership tra SIIET e AAROI-EMAC consente quindi di costruire un modello formativo nel quale le diverse professionalità dell’emergenza si allenano insieme, prima di trovarsi a lavorare nello stesso scenario reale.

La simulazione diventa così uno strumento per sviluppare non soltanto competenze cliniche e tecniche, ma anche comunicazione, leadership, consapevolezza situazionale e capacità decisionale.

Il prossimo obiettivo: prepararsi alle emergenze idrogeologiche

La conclusione del WARE Course 2026 non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma l’avvio di una nuova fase del progetto.

Il messaggio che emerge dalla tre giorni di Porto Cesareo è quello di una formazione sempre più vicina agli scenari reali. Portare medici, infermieri e soccorritori direttamente nell’ambiente operativo significa allenare non solo procedure e tecniche, ma anche capacità di adattamento, coordinamento e decisione.

Il WARE Course si inserisce così in un percorso di formazione avanzata che punta a rafforzare la preparazione dei professionisti dell’emergenza di fronte a scenari non convenzionali, dal mare alle future sfide legate alle emergenze idrogeologiche.

Le dichiarazioni della dottoressa Chiara Rubino, infermiera presso la ASL Napoli 2 Nord – Pronto Soccorso, Ospedale Santa Maria delle Grazie, Pozzuoli (NA)

«È stata un’esperienza estremamente formativa, ideale per chi desidera consolidare le proprie competenze, mettersi alla prova e confrontarsi realmente con situazioni diverse da quelle affrontate nella quotidianità professionale.

Il confronto e la collaborazione tra medici, infermieri e soccorritori provenienti da tutta Italia hanno rappresentato un importante valore aggiunto, permettendoci di condividere esperienze e competenze e di tornare a casa con un bagaglio professionale ancora più ricco.

Grazie ai numerosi scenari e casi clinici affrontati, la formazione è stata concreta, coinvolgente e fortemente orientata alla pratica. Un’esperienza che ci ha permesso di metterci in gioco, lavorare in squadra e acquisire nuovi strumenti da portare nella nostra attività quotidiana.

A rendere tutto ancora più speciale è stata la splendida cornice di Porto Cesareo, che ha fatto da scenario a tre giornate di formazione intense e indimenticabili.

Un grazie sincero alla SIIET per l’organizzazione, l’inclusività e per aver reso possibile questa importante esperienza di crescita professionale».

Redazione NurseTimes
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