Home Regionali Lazio Vaccino anti-Covid, Opi Viterbo: “Infermieri sospesi pronti a denunciare l’Asl”
LazioNT NewsRegionali

Vaccino anti-Covid, Opi Viterbo: “Infermieri sospesi pronti a denunciare l’Asl”

Condividi
Brindisi, respinto ricorso di due infermieri non vaccinati contro il Covid: sospensione confermata
Condividi

Il presidente Mario Curzi dichiara la propria neutralià sulla vicenda e ribadisce che l’Ordine non sospenderà.

“Ci saranno denunce contro l’Asl”. Lo annuncia Mario Curzi, presidente di Opi Viterbo, in riferimento alla sospensione degli infermieri della provincia sospesi senza stipendioperché non vaccinati contro il coronavirus. E ribadisce che la sospensione è inutile, perché ognuno ha le proprie ragioni, anche legate alla salute, che potrebbero giustificare in sede legale la mancata vaccinazione”, pur precisando che l’Ordine resterà fuori dalla diatriba sulla mancata vaccinazione degli operatori sanitari.

“I provvedimenti dell’Asl – spiega Curzi – sono arrivati a 19 infermieri, ma solo sei hanno effettivamente subito la sospensione. In questo periodo, infatti, dieci sono stati ricollocati in servizi non a contatto col pubblico, mentre er pgli altri nove non è stato possibile farlo perché non ci sono i posti. E poi alcuni di loro si sono vaccinati. Il punto, però, è che non ci sono criteri condivisi e coerenti da parte dell’Asl. Se si decide di intraprendere una strada, deve essere uguale per tutti”.

L’Ordine conferma dunque la decisione di non sospendere: “Sì, perché il comma 7 dell’articolo 4 parla di ‘un mero onere informativo’, e noi l’abbiamo rispettato, attraverso il consiglio direttivo, che si è riunito, per poi notificare il provvedimento. L’operatore può avanzare delle motivazioni personali, in cui l’Ordine non vuole entrare, che potrebbe essere l’allattamento o altro, e che hanno pertanto portato solo a rinviare il vaccino. Non si può sospendere dal lavoro o penalizzare una persona per una situazione che appare anche giustificata”.

Conclude Curzi: “So che le sei persone che ora sono a casa sono pronte a sporgere denuncia alla Procura contro l’Asl, poiché hanno motivazioni valide per non vaccinarsi. Motivazioni che l’Azienda non prende in considerazione. Noi metteremo a disposizione il nostro avvocato, ma restiamo comunque neutri e non prendiamo decisioni a priori quando la legge non ci costringe a farlo”.

Redazione Nurse Times

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Melanoma, Aifa approva rimborsabilità di nuovo trattamento
CittadinoNT NewsOncologia

Melanoma: il vaccino a mRNA taglia del 49% il rischio di recidiva a 5 anni

Ascierto: “Giro di boa atteso, presto i dati dello studio in corso...

Oss delle carceri, chiesta stabilizzazione ai ministri di Salute e Giustizia
InfermieriNT NewsPolitica & Sindacato

Coina, un infermiere per 600 detenuti: il drammatico allarme nelle carceri italiane

Indagine Coina: «Inferno carceri italiane! In alcune realtà nei week end e...

Disabile trattato in modo "disumano": per la Cassazione scatta il reato di tortura
InfermieriNormativeNT News

Cassazione, svolta sulle infezioni ospedaliere: la clinica può difendersi

Con l’ordinanza 10758/2026 la Terza civile ribadisce che la struttura non risponde...