Il ministero della Salute le ha diramate con apposita circolare. L’intervallo è di cinque mesi dalla somministrazione precedente.
Con apposita circolare il ministero della Salute ha chiarito le modalità di somministrazione della dose di richiamo (booster) ai soggetti già vaccinati e con pregressa o successiva infezione da coronavirus. Per loro è indicata la somministrazione ai dosaggi autorizzati, purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dalla somministrazione della dose precedente (unica/ultima) o dalla diagnosi di avvenuta infezione.
Ai fini del completamento del ciclo primario di vaccinazione il ministero ha ribadito che:
– Nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 che non sono stati vaccinati entro i 12 mesi dalla guarigione è indicato procedere prima possibile con un ciclo primario completo (due dosi di vaccino bidose o una dose di vaccino monodose).
– Nei soggetti che contraggono un’infezione da SARS-CoV-2 entro il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino è indicato il completamento della schedula vaccinale con una seconda dose entro sei mesi (180 giorni) dalla documentata infezione. Trascorso successivamente un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dal ciclo vaccinale primario così completato, è indicata la somministrazione di una dose di richiamo (booster), ai dosaggi autorizzati per la stessa.
Redazione Nurse Times
- Secondo Rapporto Fnopi – Sant’Anna: al via la survey rivolta agli infermieri
- Suicidio assistito, gip di Milano archivia inchieste su Marco Cappato: “Malato terminale ha diritto a morte dignitosa”
- Ecmo e Berlin Heart: le domande lasciate in sospeso dal caso del piccolo Domenico
- Emicrania cronica: un aiuto concreto dalla tossina botulinica
- Asl Bari: concorso per 10 posti da autista di ambulanza
Lascia un commento