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Uno studente di infermieristica su tre è affetto da depressione

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Gli studenti di Infermieristica s
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I ricercatori della National University of Singapore e della Chinese University of Hong Kong hanno analizzato la prevalenza della depressione tra gli studenti di infermieristica attraverso una revisione sistemica ed una meta-analisi.

L’obiettivo dello studio è stato esaminare la prevalenza globale di depressione tra gli studenti di infermieristica e la variazione nel tasso di depressione correlato ai fattori demografici ed educazionali.

La depressione affligge approssimativamente 350 milioni di persone al mondo e rappresenta la principale causa di disabilità del pianeta. Gli studenti di infermieristica devono lottare per far fronte non solo ai comuni fattori stressogeni che caratterizzano qualsiasi studente universitario, ma anche con l’ansia derivante dall’attività clinica nei reparti durante il tirocinio.

Dall’analisi delle evidenze è possibile rilevare un’alta prevalenza di depressione tra i futuri infermieri, ma nessuna revisione è stata condotta per dimostrare una consolidata prevalenza.

Una revisione sistematica ed una meta-analisi sono state condotte dal mese di novembre 2015 al mese di gennaio 2016 sulle banche dati CINAHL, EMBASE, Medline OVID, Medline ProQuest, PsycINFO, PubMed, ScienceDirect, e SCOPUS, utilizzando una combinazione delle seguenti parole chiave: “depression”, “nursing students”, “mood disorder”, “affective disorder”, ‘undergraduate nursing’, “nursing education”, “nursing undergraduate”, e “nursing diploma”.

Un totale di 27 studi trasversali sono stati inclusi. Nel campione sono stati inclusi 8918 studenti di infermieristica di età compresa tra i 17,4 ed i 28,4 anni. La percentuale di studenti di sesso femminile è risultata del 79,0%.

La prevalenza di depressione tra gli studenti di infermieristica è risultata essere del 34,0%. Differenze significative sono state notate nei diversi sottogruppi in base ad età. Gli studenti più giovani sarebbero ancora più inclini a manifestare la sintomatologia (41,0%). Anche le differenze geografiche sarebbero risultare rilevanti: gli studenti asiatici sarebbero risultati più a rischio (43,0%).

In conclusione, i risultati emersi suggeriscono un’elevata prevalenza di depressione tra gli studenti di infermieristica. Questi devono servire a dare il via ad una riforma nei percorsi formativi dei corsi di infermieristica. I dati emersi devono spronare anche le università ad incrementare la ricerca infermieristica, per salvaguardare la salute psichica degli studenti.
Nel lungo termine, sarà imperativo poter formare infermieri competenti per incrementare gli standard del sistemi sanitari mondiali per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Simone Gussoni

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