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Trento rimborsa la tassa OPI: infermieri locali ricevono € 50, il resto d’Italia paga tutto

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Nursing Up: "Il 13 ottobre a Roma il Congresso nazionale dei quadri dirigenti"
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Accordo Nursing Up Trento: APSS rimborsa €50 lordi per l’iscrizione agli ordini. Come richiederlo e perché altrove i professionisti sopportano l’intero costo.

Per l’anno 2025 i professionisti sanitari dipendenti dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di Trento possono chiedere il rimborso parziale della quota annuale di iscrizione agli ordini professionali — €50 — grazie ad un accordo negoziale portato avanti da Nursing Up Trento a partire dal 2018. Questa misura interessa in modo particolare gli infermieri, categoria che più di altre sopporta oneri legati all’iscrizione obbligatoria all’Albo professionale. 

Il piccolo vantaggio economico concesso ai dipendenti APSS di Trento assume valore simbolico e pratico. Nelle prime righe delle comunicazioni aziendali (Fastnews) e nei canali sindacali locali si ricorda che la richiesta di rimborso deve essere presentata annualmente dal dipendente e che il rimborso viene erogato direttamente in busta paga se presentato entro i termini fissati dall’azienda. Per le modalità operative l’APSS rimanda all’area dedicata ai dipendenti. 

Per dare un ordine di grandezza: la tassa annuale richiesta dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Trento per il 2025 era fissata a €90. Ciò significa che, grazie al rimborso APSS, molti infermieri dipendenti in provincia di Trento pagheranno di fatto una quota netta inferiore rispetto ai colleghi in altre regioni che non godono di analoghi accordi contrattuali. Una differenza non da poco per chi lavora in ospedale e vive con stipendi pubblici compressi. 

Perché questa misura è rilevante

L’accordo di Trento è il frutto di una negoziazione sindacale territoriale che produce un vantaggio concreto: 50 euro lordi che, su stipendi compressi e un costo della vita in aumento, fanno la differenza per molte famiglie di operatori sanitari. Questo beneficio, però, accentua uno squilibrio nazionale: altrove gli infermieri continuano a pagare l’intera tassa di iscrizione senza alcun rimborso dal datore di lavoro o dall’ente pubblico, nonostante il vincolo di esclusività del rapporto di lavoro e l’obbligatorietà dell’iscrizione all’Albo. 

Dal punto di vista giuridico-amministrativo, non mancano riferimenti che discutono del tema del rimborso della tassa di iscrizione per i dipendenti pubblici: orientamenti e contributi di consulenza giuridica sottolineano come, in alcune circostanze, l’onere possa essere riconosciuto dall’amministrazione datrice di lavoro.

Impatti pratici e possibili sviluppi

Per gli infermieri APSS Trento è un piccolo (ma simbolico) sollievo economico e una procedura interna collaudata per ottenere il rimborso in busta paga.  

Per il resto d’Italia la misura di Trento evidenzia il divario territoriale e apre la strada a richieste di estensione di simili rimborsi attraverso contrattazione sindacale o iniziative politiche regionali.  

Mentre per i sindacati rappresenta un caso da utilizzare nelle trattative nazionali per portare a casa vantaggi reali per la categoria, soprattutto per gli infermieri stretti fra carichi di lavoro elevati e oneri economici diretti. 

È una piccola vittoria economica anche se simbolica che mette in luce il divario con molte altre realtà italiane dove gli operatori sanitari devono ancora farsi carico dell’intera quota. 

Redazione NurseTimes

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