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Tor Vergata, paziente muore 10 giorni dopo la lite in sala operatoria: indagine per omicidio colposo

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Scoppia il caos al Policlinico Tor Vergata: accertamenti della Procura dopo la morte del paziente e le accuse di aggressione tra il prof. Sica e la sua collega durante l’intervento del 6 giugno

A Roma, la Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti dopo il decesso di un paziente sottoposto a due interventi chirurgici al Policlinico Tor Vergata. Il primo si è svolto il 6 giugno, quando è avvenuta la nota lite in sala operatoria tra il primario prof. Giuseppe Sica e l’assistente Marzia Franceschilli, catturata in un video diffusosi rapidamente sui social e tra gli addetti ai lavori.

Nei giorni successivi, il paziente è stato nuovamente operato per una infezione e poi deceduto, dieci giorni dopo la prima operazione. La Procura sta valutando se vi sia un nesso tra la lite in sala operatoria – caratterizzata da insulti e, secondo alcune testimonianze, un presunto pugno al collo – e il risultato fatale.

Cronologia dei fatti
DataEvento
6 giugno 2025Intervento chirurgico con il video virale del litigio tra Sica e Franceschilli
8 giugno 2025Secondo intervento per disinfezione delle ferite
16 giugno 2025Decesso del paziente, 10 giorni dopo il primo intervento

Al momento l’inchiesta è “contro ignoti”: nessuno è iscritto nel registro degli indagati.

Il video, le accuse e le difese

Il video, girato da un membro della sala operatoria, documenta insulti pesanti (“imbecille”, “vergognati”, “levati”) rivolti a Franceschilli durante un complesso intervento robotico. L’assistente, poi refertata con prognosi di 15 giorni, ha denunciato l’aggressione verbale – e un presunto pugno – confermati da almeno quattro testimoni.

Sica ha difeso il proprio comportamento invocando lo “stato di necessità” in sala operatoria e scusandosi per i toni usati, sostenendo di aver agito per tutelare il paziente.

Reazioni istituzionali
  • Comitato di garanzia del Policlinico ha assolto Sica, ritenendo corretto l’operato nonostante l’accesa tensione.
  • Regione Lazio, con il presidente Francesco Rocca, ha invece attivato ispettori e annunciato una commissione disciplinare, valutando la possibilità di costituirsi parte civile.
  • Women in Surgery e altri osservatori hanno criticato la normalizzazione della violenza in ambito sanitario, sottolineando effetti negativi sulla sicurezza del paziente.
Cosa succede ora

La Procura di Roma attende i risultati dell’autopsia e dell’indagine interna per accertare se esista una correlazione tra la lite in sala operatoria e il decesso del paziente. Parallelamente, procede l’azione disciplinare e la ricerca di risposte istituzionali da parte di Regione e Università.

Redazione NurseTimes

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