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Teramo, svolgevano faccende personali durante i permessi retribuiti: al via il processo per due dipendenti Asl

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Teramo, usavano permessi retribuiti per faccende personali: al via il processo per due dipendenti Asl
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La Procura contesta agli imputati la truffa aggravata per violazione della Legge 151/2001.

La Procura di Teramo contesta la truffa aggravata perché i due dipendenti dell’Asl avrebbero usufruito di permessi retribuiti per assistere familiari malati, facendo in realtà altro. È entrato ieri nella fase dibattimentale, con l’audizione dei primi testi della pubblica accusa, il processo in cui sono imputati Massimo e Davide Pasqui, zio e nipote, il primo tecnico radiologo all’ospedale di Teramo (foto), il secondo infermiere in quello di Sant’Omero.

Stando alle indagini della Procura, per ben 1.337 giorni, i due avrebbero goduto di permessi retribuiti per assistere due anziani famigliari con handicap grave, ma la guardia di finanza ha accertato che in quegli stessi giorni si sarebbero invece occupati di affari personali, andando persino in vacanza fuori provincia. La normativa violata non è la conosciutissima Legge 104, bensì la 151 del 2001, che consente di usufruire di un congedo retribuito fino a due anni per assistere famigliari malati.

A chiusura delle indagini preliminari, la Procura ha ottenuto un sequestro preventivo per un equivalente di oltre 70mila euro sui conti dei due imputati, ovvero i soldi percepiti come retribuzione durante i permessi e ora bloccati dalla finanza su disposizione di un giudice. Sono stati i finanzieri della tenenza di Nereto a ricevere le prime segnalazioni, visto che uno dei due è stato trasferito dalla Asl di Rimini a Sant’Omero tramite mobilità interna. E ieri sono stati ascoltati in aula proprio i finanzieri della tenenza di Nereto. Con loro, anche alcuni vicini di casa degli imputati.

Redazione Nurse Times

Fonte: il Centro

 

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