La Regione Puglia approva i Piani Triennali del Fabbisogno di Personale: assunzioni autorizzate solo con il via libera del Dipartimento Salute e nel rispetto dell’equilibrio economico.
La Regione Puglia compie un passo decisivo nella programmazione del personale sanitario approvando i Piani Triennali del Fabbisogno di Personale (PTFP) 2024-2026 delle Aziende Sanitarie Locali, delle Aziende Ospedaliero-Universitarie e degli IRCCS pubblici. Il provvedimento rappresenta una delle principali news di attualità sanitaria, poiché definisce le regole che guideranno le future assunzioni nel Servizio Sanitario Regionale, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale, sostenibilità economica e tutela dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
La decisione della Giunta Regionale arriva in una fase particolarmente delicata per la sanità pugliese, chiamata a fronteggiare la persistente carenza di personale, soprattutto tra infermieri, operatori socio sanitari, medici e professionisti sanitari, senza perdere di vista il necessario equilibrio dei conti pubblici.
PTFP 2024-2026: una programmazione strategica per il personale sanitario
Con l’approvazione dei Piani Triennali del Fabbisogno di Personale, la Regione definisce la cornice entro cui le aziende sanitarie potranno programmare le assunzioni nei prossimi anni.
I PTFP comprendono sia le risorse finanziarie ordinarie provenienti dal Fondo Sanitario Regionale, sia finanziamenti aggiuntivi destinati al rafforzamento dell’assistenza ospedaliera, della sanità territoriale e delle attività di prevenzione.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire un’organizzazione del personale coerente con le esigenze assistenziali, assicurando al tempo stesso il rispetto dei vincoli di finanza pubblica.
Assunzioni consentite, ma solo con autorizzazione preventiva
Il punto centrale delle delibere riguarda il nuovo sistema di autorizzazione preventiva delle assunzioni.
La Giunta regionale ha infatti stabilito che, nelle more dell’approvazione del nuovo provvedimento che rideterminerà i tetti di spesa del personale, tutte le nuove assunzioni dovranno essere sottoposte al controllo preventivo del Dipartimento Promozione della Salute e del Benessere Animale.
Si tratta di una misura destinata a monitorare attentamente l’impatto economico delle nuove immissioni in servizio, evitando incrementi di spesa non compatibili con gli equilibri finanziari del Servizio sanitario regionale.
Sblocco delle procedure concorsuali già concluse
Una delle novità più attese riguarda lo sblocco delle procedure concorsuali già espletate.
Le Aziende e gli Enti del SSR potranno infatti procedere alle assunzioni relative ai concorsi perfezionati oppure in fase di perfezionamento entro il 30 aprile 2026, purché venga rispettato il principio del turn over.
In pratica, le nuove assunzioni saranno consentite quando esisterà una corrispondenza economica tra il personale cessato e quello da assumere.
Anche in questo caso, tuttavia, sarà indispensabile ottenere la preventiva autorizzazione del Dipartimento Salute.
Priorità assoluta alla tutela dei LEA
Le delibere introducono una specifica tutela per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Qualora le cessazioni di personale non fossero sufficienti a finanziare le nuove assunzioni già programmate, ma queste risultassero indispensabili per assicurare la continuità dei servizi sanitari ai cittadini, le aziende potranno presentare un apposito piano assunzionale.
Anche tale piano dovrà essere preventivamente autorizzato dal Dipartimento Salute, che valuterà caso per caso la necessità delle assunzioni e la loro sostenibilità economica.
La misura punta ad evitare che eventuali rigidità di bilancio possano compromettere servizi fondamentali come pronto soccorso, reparti ospedalieri, assistenza territoriale e attività di prevenzione.
Nuovi concorsi solo dopo il via libera della Regione
Particolare attenzione viene dedicata alle future procedure di reclutamento.
Per tutti i nuovi concorsi che saranno banditi dalle Aziende Sanitarie e dagli Enti del SSR sarà infatti obbligatoria una preventiva autorizzazione regionale.
Solo dopo il via libera formale del Dipartimento competente potranno essere avviate le nuove procedure selettive.
Una scelta che rafforza il controllo regionale sulla programmazione del personale e punta ad uniformare le politiche assunzionali su tutto il territorio pugliese.
Controllo preventivo sulla spesa del personale
Tra gli elementi più significativi delle delibere figura anche il rafforzamento del controllo economico.
Qualsiasi provvedimento aziendale che comporti un incremento della spesa per il personale dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Regione.
La disposizione riguarda non soltanto le assunzioni, ma anche tutti gli atti amministrativi suscettibili di incidere sul costo complessivo del personale sanitario.
L’obiettivo è quello di mantenere sotto controllo la spesa sanitaria regionale in attesa della ridefinizione dei nuovi tetti di spesa previsti dalla normativa nazionale.
Nuovi dipartimenti e incarichi: obbligatoria l’autorizzazione regionale
Le nuove regole si estendono anche all’organizzazione interna delle aziende sanitarie.
L’istituzione di nuovi dipartimenti, così come il conferimento di nuovi incarichi dirigenziali, dovrà essere preventivamente autorizzato dal Dipartimento Salute.
Anche questo passaggio rientra nella strategia regionale di controllo e razionalizzazione della governance del Servizio Sanitario Regionale.
Un equilibrio tra assunzioni e sostenibilità economica
Le delibere approvate dalla Giunta rappresentano un punto di equilibrio tra due esigenze fondamentali.
Da una parte emerge la necessità di rafforzare gli organici della sanità pugliese, fortemente provati dagli anni della pandemia e dalle numerose cessazioni registrate negli ultimi anni.
Dall’altra permane la necessità di garantire il rispetto degli equilibri finanziari imposti dalla normativa nazionale e dal sistema di monitoraggio della spesa sanitaria.
Per infermieri, medici, operatori sanitari e cittadini si tratta quindi di un provvedimento destinato ad incidere concretamente sull’organizzazione futura del sistema sanitario regionale.
Redazione NurseTimes
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