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Romania, trovato nei ghiacci di 5mila anni fa un batterio resistente a 10 antibiotici

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È rimasto sepolto in ghiacci risalenti a 5mila anni fa, eppure risulta resistente a 10 antibiotici tra quelli più comunemente utilizzati. Si tratta di un batterio trovato nella grotta ghiacciata di Scarisoara (Romania) da un gruppo di ricercatori guidato dall’Istituto di Biologia di Bucarest dell’Accademia Rumena.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Frontiers in Microbiology, potrebbe aiutare a comprendere meglio come si è evoluto il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, uno dei principali problemi di salute pubblica, che causa oltre 35mila morti all’anno in Europa. Il batterio potrebbe anche suggerire nuove strade per contrastare la resistenza agli antibiotici, perchè produce enzimi capaci di impedire la crescita di altri pericolosi superbatteri resistenti.

Il ceppo batterico isolato dai ghiacci raccolti nella grotta appartiene al genere Psychrobacter, che comprende microrganismi capaci di crescere a temperature estremamente basse. Durante le analisi condotte in laboratorio i ricercatori coordinati da Cristina Purcarea hanno scoperto ch il microrganismo risulta resistente a 10 dei 28 antibiotici testati e che ha più di 100 geni legati alla resistenza, oltre a circa 600 geni la cui funzione è ancora sconosciuta.

Gli autori dello studio hanno inoltre individuato 11 geni che contengono le istruzioni per produrre enzimi e altre sostanze potenzialmente in grado di uccidere o bloccare la crescita di altri batteri, virus e funghi. Ceppi batterici simili costituiscono, dunque, sia una minaccia che un’opportunità, come sottolinea Purcarea: “Se lo scioglimento dei ghiacci rilasciasse questi microrganismi, i loro geni potrebbero diffondersi ai batteri moderni, aggravando ulteriormente la sfida globale della resistenza agli antibiotici. D’altra parte, questi batteri producono enzimi e composti antimicrobici unici, che potrebbero ispirare nuovi antibiotici”.

Redazione Nurse Times

Fonte: Frontiers in Microbiology

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