Finora sono 354mila le firme raccolte dalla proposta di legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e la valorizzazione del personale”, promossa da una rete nazionale di oltre 100 associazioni e realtà sociali e depositata in Cassazione il 27 aprile scorso.
Il dato è emerso nel corso di una serata al Teatro della Cooperativa di Milano per sostenere l’iniziativa con medici, infermieri, attori, magistrati, sacerdoti ed esponenti della cultura. In scena, un’autrentica maratona per la salute, che ha visto tra gli attori Francesco Maisto, Mauro Clerici, Renato Sarti, Massimo Cirri, Luca Mangoni, Gherardo Colombo, Margherita Napolitano, don Paolo Selmi, don Massimo Mapelli, Alice Pavan, Camilla Ponti, Maurizio Ambrosini, Cinzia Cena e Paolo Dell’Oca.
Tema del dibattito, il diritto alla salute per tutti, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, che va salvaguardato dagli “assalti di stampo privatistico” in atto da tempo: “Il rapido superamento della soglia minima di 50mila firme, prevista per legge, è la testimonianza di quanto sia sentito l’accesso sempre più difficile alle cure per ampi strati di popolazione, e di quanto sia urgente l’intervento legislativo per la salvezza del Ssn”, hanno sostenuto i rappresentanti del Comitato promotore lombardo, formato da Cgil, Acli, Arci, Medicina Democratica, Udu, Auser, Federconsumatori Lombardia, Libera.
In particolare, il Comitato ha sottolineato i temi presenti nella proposta con effetti diretti sulla situazione regionale. La richiesta di incrementare il Fondo sanitario nazionale al 7,5% del Pil entro il 2030, oggi al 6,2%, è la base per il rilancio della sanità e in particolare di quella pubblica.
Si è parlato anche della carenza di personale sanitario: “In Lombardia mancano 1.540 medici di medicina generale, 9.300 infermieri, 1.921 medici specialisti stimati. In Italia mancano 63mila infermieri, con conseguenze note: visite rinviate, reparti sotto pressione, Pronto soccorso pieni, cure sempre più lontane”.
Redazione Nurse Times
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