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Regione Lazio: Istituita Camera conciliazione controversie sanitarie

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Con 25 voti favorevoli, e 1 contrario, la giunta regionale del Lazio ha messo in atto un organismo che si occuperà di comporre in via stragiudiziale, le controversie sanitarie tra i cittadini e organi eroganti i servizi pubblici. A questo nuovo organo, attraverso l’istituzione di una Camera regionale di conciliazione, spetterà l’arduo compito di ridurre le spese finanziarie e i contenziosi che si vengono a creare tra cittadini e enti pubblici sanitari.

La nuova legge regionale del Lazio, osservano i camici bianchi, si muove nella direzione già delineata da altre realtà territoriali, come la Regione Veneto e la Provincia di Trento e di Bolzano. Direzione conforme alle indicazioni fornite dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 178/2010 che ha riconosciuto, con peculiare riferimento alla materia sanitaria, la legittimità di procedure regionali di conciliazione che si affianchino, senza sovrapporsi, alla mediazione prevista dal d.lgs. 28/2010. Proprio con riferimento alla sanità, tali procedure, che non precludono la tutela giurisdizionale, erano state auspicate dall’Intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008.

La Camera di conciliazione vedrà la partecipazione di un direttivo composto da tre persone, nominate dal presidente della Regione. Il direttivo avrà il compito di stilare una lista di conciliatori.

Verrà istituita presso l’Istituto di studi giuridici ‘Arturo Carlo Jemolo.  Questo nuovo organismo interverrà ogni qual volta non si verifichi il rispetto degli standard di qualità nelle cure erogate sia da Asl che da ospedali e nello specifico rientreranno anche le responsabilità medico professionali, ad eccezione delle controversie particolarmente impegnative dove l’ammontare economico supera i 50 mila euro.

I membri degni di questo incarico dovranno rientrare tra una delle sotto citate categorie; magistrati a riposo, avvocati con almeno dieci anni di esercizio, professori e ricercatori universitari o di enti di ricerca in materie giuridiche, notai, commercialisti, medici iscritti agli albi professionali e con almeno dieci anni di esperienza ed esperti in materia di conciliazione.

Come spiegato dall’assessore al bilancio, Alessandra Sartore, questa nuova camera avrà un duplice compito; da un lato si preserveranno gli standard qualitativi e dall’altro si prevarranno gli oneri economici derivanti dai sempre più crescenti contenziosi medico legali.

Giuseppe Cannito

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