In occasione della presentazione del bilancio 2025 delle attività dei Nas il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha lanciato un messaggio duro e diretto sulla gestione delle liste d’attesa e dell’attività in intramoenia, sottolineando come sussistano ancora troppe ombre.
Schillaci si è soffermato sull’attività di controllo svolte dai carabinieri dei Nas: “Questi controlli sono partiti nel 2023 da una mia disposizione. In tre anni abbiamo effettuato complessivamente 8mila controlli sul funzionamento dei servizi, sui volumi di intramoenia e sul ricorso ai gettonisti. Da questi controlli sono emersi circa 1.700 casi deferiti all’autorità amministrativa o giudiziaria”.
E ancora: “Nel 2025 sono stati 1.930 i controlli nell’erogazione delle prestazioni specialistiche per verificare il corretto funzionamento dei sistemi di prenotazione, gestione delle agende e prestazioni in intramoenia. Sono emerse irregolarità come accessi abusivi ai sistemi di prenotazione per modificare illecitamente le agende o agende chiuse per il malfunzionamento sistema informativo. Solo per quanto riguarda l’intramoenia, dai controlli risultano oltre 900 criticità, che riguardano in particolare la gestione delle prenotazioni e i volumi di attività in intramoenia superiori al 50% rispetto alle prestazioni che dovrebbero essere garantite a carico del servizio sanitario nazionale”.
Sempre Schillaci: “Sono numeri che non mentono e che emergono da controlli mirati che abbiamo chiesto ai Nas di effettuare proprio sulla base dei dati che indicavano un eccessivo ricorso all’intramoenia. La legge è chiara. Da oltre un anno dice esplicitamente che le prestazioni di intramoenia non devono superare quelle a carico del servizio sanitario nazionale”.
Il ministro ha poi parlato delle responsabilità: “Se il ricorso all’intramoenia è fuori controllo, c’è evidentemente una responsabilità a livello aziendale in termini di efficienza e organizzazione, e una a livello regionale in tema di programmazione e controlli. Le Regioni devono impegnarsi, i direttori generali e sanitari devono essere più attenti. Questa non è una richiesta, lo prevede la legge. E qui devo essere diretto: devono cessare immediatamente quelle pratiche che consistono nel manipolare dati per apparire in ordine quando in ordine non si è”.
Ha concluso Schillaci: “Agende pulite sulla carta, liste d’attesa apparentemente brevi, standard rispettati almeno nei registri. Questi sono trucchi che definire scandalosi è poco, artefatti per mostrare standard che poi non corrispondono a quello che i cittadini vedono ogni giorno. L’unico effetto che producono è nascondere le vere condizioni dei servizi che quei cittadini avrebbero e hanno diritto a ricevere. Questo non è un problema tecnico, è un problema di onestà. Non si tratta di fare scaricabarile, si tratta di far funzionare un sistema che, quando vuole, funziona davvero e che rappresenta un orgoglio”.
Redazione Nurse Times
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