La Regione prepara contratti più severi per Asl e policlinici: monitoraggio annuale, obiettivi di performance e possibili decadenze. Una svolta nella governance della sanità pugliese entro i primi giorni di maggio
In Puglia la partita delle nomine ai vertici della sanità entra in una fase decisiva, con un cambio di passo che punta a legare la permanenza dei direttori generali di Asl e policlinici al raggiungimento di obiettivi misurabili su smaltimento delle liste d’attesa e contenimento della spesa. Secondo quanto riportato da la Repubblica Bari, la Regione sta lavorando a nuovi contratti fondati su un monitoraggio annuale delle performance e su parametri più stringenti rispetto al passato.
Nuovi contratti per i direttori generali: cosa cambierà
La novità riguarda sia il metodo sia il merito della governance sanitaria. La bozza dei contratti è affidata a un gruppo di lavoro che dovrà coniugare le priorità assistenziali con le esigenze di controllo dei costi, per poi sottoporre il testo all’assessore alla Salute Donato Pentassuglia e all’Ufficio di Gabinetto. Nel gruppo figurano Vito Montanaro, Antonella Caroli e l’avvocata Isabella Fornelli, con la supervisione dell’avvocata Rossana Lanza.
Liste d’attesa e spesa sanitaria al centro degli obiettivi
Il cambio di impostazione si inserisce in un contesto regionale già orientato a regole più rigorose sulle nomine e sulle designazioni. La Giunta pugliese ha infatti approvato lo schema della legge attuativa in materia di nomine e designazioni di competenza della Regione, con proposte di modifica sui tempi e sul contenimento della spesa.
Sul fronte delle liste d’attesa, la Regione aveva già adottato misure operative mirate al recupero delle prestazioni e al controllo dei flussi. In un comunicato ufficiale, la Giunta ha stabilito che tutte le Aziende e gli enti del Servizio sanitario regionale dovessero avviare attività di recall dei pazienti in lista, con report mensili sui risultati e tracciabilità della volontà espressa dall’utente. In un altro provvedimento, il governo regionale ha indicato il recupero delle prestazioni ambulatoriali oltre soglia attraverso aperture straordinarie nei fine settimana e l’estensione delle fasce orarie fino a 12 ore giornaliere.
Il nodo dei 104 candidati e la selezione in corso
La selezione dei nuovi direttori generali è già entrata nel vivo. La Regione Puglia ha comunicato che le candidature regolarmente pervenute per gli incarichi nelle aziende sanitarie e negli IRCCS sono state 104, con la procedura che prevede una commissione composta da tre membri: uno nominato dall’Agenas, uno dall’Istituto Superiore di Sanità e uno dalla Regione Puglia. Il presidente Antonio Decaro ha inoltre nominato il dottor Ettore Attolini come componente regionale della commissione.
Sempre secondo quanto riportato da la Repubblica Bari, dopo la valutazione dei titoli e delle competenze, i profili arrivati sul tavolo del presidente sarebbero stati 40, con la nomina attesa entro i primi dieci giorni di maggio. Il dossier riguarda otto posizioni strategiche: le Asl di Brindisi, Bat, Foggia, Lecce e Taranto, l’AOU “Ospedali Riuniti” di Foggia e gli IRCCS “Giovanni Paolo II” di Bari e “S. De Bellis” di Castellana Grotte.
Monitoraggio annuale e rischio di decadenza
Il punto politico-amministrativo è chiaro: i nuovi direttori generali non saranno chiamati soltanto a garantire la gestione ordinaria, ma a rispondere annualmente di risultati concreti su sanità, salute, ospedale e organizzazione dei servizi. L’orientamento regionale sembra quindi quello di legare in modo più diretto le notizie di governance sanitaria alle esigenze dei cittadini, dalla riduzione delle attese al controllo della spesa pubblica, passando per trasparenza, anticorruzione e rispetto delle regole del codice di comportamento.
I prossimi passaggi
In sintesi, la sanità pugliese si prepara a una fase di forte responsabilizzazione dei vertici aziendali. Le prossime settimane diranno se i nuovi contratti tradurranno davvero in indicatori verificabili le priorità di governo regionale: meno attese, maggiore controllo dei costi e una valutazione annuale capace di incidere sulla continuità degli incarichi. Il passaggio più atteso resta ora la scelta definitiva dei nuovi direttori generali, chiamati a operare in un quadro regolatorio più severo e più trasparente.
Redazione NurseTimes
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