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Premiata infermiera, rianimò bimba di 4 anni in spiaggia

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Scandalo sanità, interventi di chirurgia estetica a pazienti dichiarati affetti da tumore 1
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Il sapere, il saper essere e il saper fare di una infermiera hanno salvato la vita a una bambina di 4 anni, rianimata sulla spiaggia di Loano lo scorso giugno. A distanza di circa un anno, la collega-eroe è stata premiata dal Collegio IPASVI di Savona.

Era il giugno del 2015, a Bagni Varesina (Loano, Savona). Sulla spiaggia era esplosa la tipica giornata di inizio estate: signore bianchicce che si rosolavano al sole del primo pomeriggio, i loro mariti boccheggianti al riparo sotto agli ombrelloni, bambini che giocavano nell’acqua o che si tiravano allegramente ‘polpette’ di sabbia irritando fuori misura le loro madri, ragazzi a caccia di ragazze che trattenevano il respiro fino alla cianosi per sembrare più muscolosi e ragazze a caccia di ragazzi che ritiravano spudoratamente la pancia per apparire più ‘in linea’ con la prova costume.

Ad un certo punto si sono sentite delle forti grida, che hanno di fatto smembrato la monotonia di quel sereno dopo pranzo. Silvia era sulla sua sdraio con in mano un libro, appena arrivata dopo un turno di mattina in ospedale, quando a quel rumore allarmante si è voltata di scatto per capire cosa stesse succedendo. Si è alzata in piedi, ha fatto qualche passo per vedere meglio e ha notato delle persone che correvano nell’acqua, urlando istericamente in un disperato parapiglia. Tra le sagome impazzite, ha scorto quella inerme di una bimba a testa in giù tra le onde.

Così Silvia Burastero, infermiera da più di 20 anni, non c’ha pensato neanche per una frazione di secondo ed è accorsa mentre i bagnini portavano la bimba a riva. Si è qualificata, ha allontanato le persone prese dal panico e si è presa immediatamente cura della piccola. Una volta appurato che si trovava di fronte ad un arresto cardiorespiratorio, la sanitaria ha attuato alla lettera le linee guida internazionali sulla rianimazione cardiopolmonare: ha fatto chiamare il numero per le emergenze, ha richiesto un defibrillatore (per fortuna disponibile) ed ha iniziato compressioni toraciche ed insufflazioni bocca a bocca.

Dopo alcuni minuti, grazie alle manovre messe in atto dall’infermiera, la bambina ha tossito, ha sputato l’acqua che aveva inalato e si è ripresa definitivamente. Una volta arrivato il mezzo di soccorso, è stata poi portata all’ospedale Gaslini di Genova.

Queste le parole di Silvia: “La piccola sembrava morta…Ho temuto davvero il peggio, anche perché aveva inalato molta acqua e non dava segnali di ripresa. Poi finalmente si è svegliata ed ha iniziato a piangere: una gioia immensa, un gran sospiro di sollievo”.

È passato quasi un anno da allora e giovedì 12 maggio 2016, giornata internazionale dell’infermiere, il collegio IPASVI di Savona ha deciso di premiare al Santa Corona di Pietra Ligure Silvia Burastero. Il premio è stato consegnato alle 13.30, nell’atrio del padiglione Negri. La protagonista ha così commentato: ”Francamente non mi sento un eroe: ho solo fatto il mio dovere e quello che l’istinto mi ha detto di fare, correndo in aiuto della piccola”.

Complimenti, cara collega. Ennesimo esempio cristallino di “chi” siano gli infermieri.

Alessio Biondino

Fonti: ivg.it, rsvn.it

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