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Patologie alla tiroide tra gli infermieri di Ponte a Niccheri: i Cobas vogliono vederci chiaro

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Patologie alla tiroide tra gli infermieri di Ponte a Niccheri: i Cobas vogliono vederci chiaro
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Gli organismi sindacali autonomi dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli (Firenze) chiedono all’Azienda Sanitaria di fare luce sulla vicenda.

“Dei 34 infermieri in servizio nelle sale operatorie, in 19 sono assunti da più di due anni. Tra loro, tre hanno avuto negli ultimi anni un tumore tiroideo accertato e operato, sette hanno gozzo, noduli o struma tiroideo, due una tiroidite”. Così, in una lettera-denuncia, Domenico Mangiola, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Cobas) dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli (Firenze), che chiede all’Azienda Usl Toscana Centro di valutare immediatamente la situazione.

Mangiola vuole vederci chiaro sulle numerose patologie alla tiroide, più o meno gravi, segnalate nel presidio noto anche come Ponte a Niccheri. Sono tutte patologie riguardanti infermieri over 45 in servizio da almeno due anni, mentre nessun caso è stato riscontrato tra i 15 nuovi assunti.

“Si tratta di una situazione insolita, complessa e articolata, che richiede una dovuta attenzione degli organi competenti e degli esperti radiologici”, spiega il rappresentante dei lavoratori, invitando l’Azienda sanitaria a fare luce sulla vicenda per “contribuire a rimuovere eventuali fattori di rischio o altre anomalie”.

Le sale operatorie del Santa Maria Annunziata sono sei: tre di vecchia data e altrettante di nuova costruzione. Per le prime i Cobas chiedono la consultazione del “documento preventivo”, ossia la valutazione di rischio radiologico.

Immediata la replica di Paolo Morello, direttore generale dell’Ausl Toscana Centro: “Tutti i lavoratori classificati come esposti al rischio sono sorvegliati, e le dosimetrie del personale delle sale operatorie non hanno evidenziato superameti delle misure di esposizione”. Inoltre dai dati scientifici non emerge correlazione “tra le patologie osserviate e l’esposizione professionale”, aggiunge lo stesso Morello, promettendo comunque che la medicina preventiva e la fisica sanitaria continueranno a monitorare i casi con tutti gli strumenti scientifici disponibili.

Redazione Nurse Times

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