Comincia a prendere forma il documento, un progetto sperimentale, che prevede la tipologia di formazione che riceveranno sia i super oss che gli infermieri formatori.
Due percorsi formativi diversi, ma soffermiamoci sui primi. Nella bozza sono delineate le modalità di accesso alla formazione, che avviene su segnalazione dei nominativi da parte delle strutture sociosanitarie di CURE INTERMEDIE, DI RSA, RSD, CSS, SRM, CDD, CDI.
Tenendo conto dei seguenti criteri di priorità:
- possesso titolo di scuola media superiore;
- un minimo di 3 anni dal conseguimento del titolo di OSS;
- il lavoro documentato di OSS di almeno 2 anni;
- formazione pregressa premiante, (es. attestato BLS).
L’attivazione del percorso sperimentale di formazione complementare dell’O.S.S. in assistenza sanitaria – percorso OSS-FC – è quindi “diretto a operatori O.S.S. già in servizio presso unità di offerta sociosanitarie autorizzate e accreditate della rete di cure intermedie e della rete residenziale e diurna territoriale sociosanitaria che prevedono la presenza in servizio di almeno un infermiere: CURE INTERMEDIE, RSA, RSD, CSS, SRM, CDD, CDI, questo costituisce pertanto il perimetro dei servizi legati alla sperimentazione in oggetto”.
Come si legge nella bozza “La formazione complementare dell’OSS mira a modellare una figura assistenziale maggiormente preparata a supportare la funzione infermieristica e a migliorare la qualità del lavoro e delle attività svolte dall’équipe assistenziale grazie a competenze integrative delle conoscenze di base. Pertanto l’Operatore Socio Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria, oltre a svolgere e assorbire tutte le attività dell’Operatore Socio Sanitario, coadiuva ad un contestualizzato modello organizzativo l’infermiere conformemente alle indicazioni che gli vengono impartire dallo stesso rispetto alle attività individuate nel contesto del presente documento. Tutte le attività sono verificate dall’infermiere”.
L’infermiere, quindi, sulla base del modello organizzativo organizza l’attività degli oss-fc che poi dovrà “verificare”. Si intuisce chiaramente che le attività saranno svolte dagli oss – fc, mentre tutte le responsabilità ricadranno sulla sua testa.
L’Oss dovrà aggiungere alle attività che gli competono anche quelle acquisite con il corso di 300 ore, senza ricevere, al momento, nessun riconoscimento economico.
Dopo il super oss del Veneto, arriva quello lombardo. Anzichè costruire un percorso formativo, giuridico e contrattuale a livello ministeriale, ogni regione sarà legittimata a crearsi il suo “super oss” con funzioni infermieristiche.
Redazione NurseTimes
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