I fatti risalgono al periodo 2014-2015. In 33, tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e amministrativi dell’Asl Napoli 1 Centro erano stati condannati nel dicembre scorso, al termine del processo di primo grado. Ora scattano i provvedimenti disciplinari a opera dell’Azienda sanitaria.
A nove anni dallo scandalo dei “furbetti” che all’Ospedale Loreto Mare di Napoli timbravano il cartellino, per poi andare via dal posto di lavoro, scattano i provvedimenti discipliplinari. I fatti risalgono al periodo 2014-2015, quando era ancora attivo il Pronto soccorso, oggi soppresso. Lo scorso dicembre, al termine del processo di primo grado, erano stati condannati in 33, tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e amministrativi dell’Asl Napoli 1 Centro, mentre per gli altri 49 dipendenti rinviati a giudizio è giunta l’assoluzione.
Ora arrivano le sospensioni a opera dell’Azienda sanitaria, che riguardano anche coloro che nel frattempo sono andati in pensione, e che partiranno il prossimo 1° aprile, per un totale di 101 mesi senza stipendio. Due, invece, i licenziamenti: un oss che risulta in quiescenza e un infermiere già licenziato per altro procedimento disciplinare relativo al noto procedimento penale per gli “stipendi gonfiati”.
“Si definisce finalmente un capitolo molto doloroso della storia di questa Azienda – commenta Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro –. Un capitolo che ha macchiato per lungo tempo l’immagine di tutti, anche di quella parte di dipendenti, che sono la grande maggioranza, che dedica alla Asl Napoli 1 Centro la propria vita con professionalità e abnegazione. È proprio a questi dipendenti che abbiamo voluto dare un messaggio forte e rispettoso dei loro sani comportamenti, sanzionando in modo deciso, invece, chi ha commesso quei crimini”.
Delle 20 sanzioni comminate ai dipendenti attualmente in servizio, 18 sono state definite con “accettazione della sanzione”. Per i 49 assolti, invece, sono in corso ulteriori approfondimenti, finalizzati a verificare la sussistenza di eventuali responsabilità sotto il profilo disciplinare, ovvero iniziative funzionali a conseguire il danno non patrimoniale.
“Sin da subito – fanno sapere dall’Asl -, appena ricevuta notifica dell’ordinanza di misure cautelari (nel 2017), la direzione generale dell’Asl Napoli 1 Centro aveva provveduto ad attivare i relativi procedimenti disciplinari. Le misure erano poi state sospese in attesa degli sviluppi del procedimento penale. Preso atto dell’esito del procedimento penale, il procedimento disciplinare è ripartito a gennaio 2023 e concluso con la comunicazione delle sanzioni ai diretti interessati”.
E ancora: “L’Azienda, dopo aver denunciato alle autorità competenti le condotte criminose di cui si è detto, ha reintegrato il danno all’erario provocato dai dipendenti infedeli, provvedendo al recupero del danno patrimoniale subito. Allo stato sono in corso le iniziative funzionali a conseguire il danno non patrimoniale, consistente nel pregiudizio all’immagine e nel nocumento reputazionale subiti nell’ambito del Sistema sanitario nazionale”.
Redazione Nurse Times
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