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On. Mammì (M5S): valorizzare, riconoscere, migliorare e rendere libero il lavoro degli infermieri

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Bonus Covid agli infermieri: Stefania Mammì (M5S) risponde alla lettera pubblicata su Nurse Times
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L’Onorevole Stefania Mammì nella sua attività parlamentare non tralascia mai di interpellare il Governo sul miglioramento della professione infermieristica, tema a lei caro. Ha dunque chiesto, ancora una volta, al Presidente Draghi e al Ministro Speranza di valorizzare con atti concreti il lavoro degli infermieri. 


All’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono stati previsti circa 18 miliardi di euro, oltre ulteriori stanziamenti, per un totale di circa 19 miliardi di euro da spendere per investimenti di ammodernamento e digitalizzazione. “Non ci vogliono solo promesse ma dimostrazioni di coraggio, perché questa categoria non smette mai di averlo, per l’intera collettività”, dichiara l’On. Mammì.


On. Mammì: “Il rapporto di Sanità dell’Università di Tor Vergata, mette in luce la mancanza di quasi 200 mila infermieri ma per iniziare a pensare di reclutare di nuovi, in vista anche dell’accelerazione che deve avere la campagna di vaccinazione, bisogna investire fortemente nelle risorse umane della sanità pubblica nazionale e bisogna credere ancora di più in questa categoria.

Il Governo deve migliorare la formazione, la professione e i compensi così da permettere agli infermieri di profilarsi sempre di più e di svolgere l’attività con il giusto riconoscimento economico. Ma non solo. Da tempo mi batto sul riconoscimento dell’autonomia professionale, ad oggi negato agli infermieri che operano nell’ambito della pubblica amministrazione, che vogliono dedicarsi alla libera professione intramuraria ed extramuraria, per via del rapporto di esclusività col datore di lavoro.

Il riconoscimento del lavoro autonomo potrebbe finalmente abbattere il lavoro sommerso, rilevante e crescente nel mercato delle prestazioni sanitarie, e soprattutto rispondere alle numerose attese e domande di salute dei cittadini, specie nell’attuale crisi sanitaria”, conclude l’onorevole Mammì.

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