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Nursing Up Piemonte: “Non servono viaggi all’estero per reclutare infermieri. Va resa attrattiva la professione”

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“Ancora una volta si cerca la soluzione fuori dai confini, quando il problema è sotto gli occhi di tutti”. Così Claudio Delli Carri (foto), segretario Nursing Up Piemonte – Valle d’Aosta, intervenendo sulla notizia pubblicata da La Stampa e relativa al viaggio “riservato” in Uzbekistan dell’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi.

Il segretario regionale Nursing Up entra quindi nel merito della strategia adottata: “Dopo il tentativo già avviato in Albania, oggi si guarda all’Uzbekistan. Cambia la destinazione, ma non cambia l’approccio: si continua a inseguire soluzioni esterne, senza affrontare le criticità interne”.

Delli Carri evidenzia anche i rischi concreti della scelta: “Qui non è solo una questione organizzativa, ma anche professionale e deontologica. Andare a cercare infermieri anche fuori dall’Europa significa ignorare differenze profonde nei sistemi sanitari, nei percorsi formativi e nelle competenze richieste”.

Su questo punto il segretario Nursing Up Piemonte – Valle d’Aosta aggiunge un elemento chiave: “Il sistema sanitario uzbeko è completamente diverso da quello italiano. Senza un adeguato percorso di integrazione, si rischia di creare più problemi che soluzioni”.

Il tema della lingua diventa centrale: “Non è un dettaglio, ma una condizione essenziale per garantire sicurezza delle cure e qualità dell’assistenza – afferma De lli Carri -. Il rischio concreto sia quello di ricorrere a professionisti in deroga, abbassando gli standard invece di rafforzarli”.

Infine il segretario Nursing Up Piemonte – Valle d’Aosta riporta il dibattito su quello che considera il vero nodo della questione: “Non siamo di fronte a una carenza di persone, ma a una perdita di attrattività della professione. Se il lavoro dell’infermiere fosse davvero valorizzato, non assisteremmo a questo esodo continuo, con infermieri, professionisti sanitari e oss che scelgono di lasciare il servizio pubblico o di andare all’estero perché trovano condizioni migliori”.

Redazione Nurse Times

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