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Nursing Up: “Oltre 20mila infermieri in fuga nel 2024: +170% di dimissioni volontarie, Ssn al collasso”

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Indagine Nursing Up: "Il 60% degli infermieri lascerebbe il lavoro"
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In quattro anni oltre 43mila addii, De Palma: “Una disfatta, il Governo intervenga subito”.

“La fuga di infermieri dal Servizio Sanitario Nazionale è ormai un’emergenza nazionale. Oltre 20mila dimissioni solo nei primi nove mesi del 2024, un aumento del 170% rispetto all’anno precedente. Negli ultimi quattro anni, sono oltre 43mila i professionisti che hanno lasciato la sanità pubblica. Se il trend non si invertirà, entro la fine del 2024 supereremo quota 30mila dimissioni. Il SSN sta crollando e la politica resta a guardare”, denuncia Antonio De Palma, presidente del Nursing Up, nel nuovo report del sindacato.

Un’emorragia senza fine

Tra il 2021 e il 2024, gli infermieri che hanno abbandonato il pubblico sono stati:

  • 15.450 nel biennio 2021-2022,
  • 8.500 nel 2023,
  • oltre 20mila nei primi nove mesi del 2024.

“Non è un esodo, è una disfatta. Stipendi bassi, turni impossibili e zero tutele stanno spingendo gli infermieri a lasciare il pubblico per il privato o a cambiare mestiere. Se non si interviene subito, il nostro sistema sanitario rischia il collasso”, avverte De Palma.

Le cause della fuga

Secondo il Report Nursing Up, le ragioni principali delle dimissioni sono:

  • Turni massacranti e organici ridotti all’osso;
  • Stipendi tra i più bassi d’Europa, sotto la media OCSE;
  • Burnout e condizioni di lavoro insostenibili;
  • Scarsa valorizzazione professionale, il 98% degli infermieri non si sente riconosciuto;
  • Disillusione totale, con il 75% che sconsiglierebbe questa carriera.
Allarme Ocse: sempre meno giovani scelgono infermieristica

A peggiorare il quadro, il numero di studenti che tentano l’accesso ai corsi di laurea in infermieristica è calato del 20% tra il 2015 e il 2022. “Se nessuno entra e chi è dentro scappa, chi garantirà le cure ai cittadini?”, si chiede De Palma.

Le richieste di Nursing Up

“Basta proclami, servono azioni concrete per fermare l’emorragia di professionisti”:

  • Aumenti salariali urgenti, per avvicinare gli stipendi alla media europea;
  • Piani straordinari di assunzione, per ridurre il sovraccarico di lavoro;
  • Investimenti nella sicurezza e nel benessere organizzativo;
  • Incentivi per trattenere gli infermieri nel pubblico.

“Ogni infermiere che lascia il SSN è un pezzo di assistenza pubblica che scompare. Non possiamo più permetterci di perdere altri professionisti. Il tempo delle promesse è finito: servono risposte, adesso!”, conclude De Palma.

Redazione NurseTimes
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