Il segretario provinciale del sindacato, Gianluca Zaccarelli, lamenta la mancanza di adeguati riconoscimenti per la categoria dopo oltre un anno e mezzo di sacrifici legati al Covid.
“Dopo oltre un anno e mezzo di lotta contro il Covid-19, gli infermieri italiani rimango i professionisti sanitari con lo stipendio più basso in Europa. Dopo aver mostrato flessibililà, adattandosi a tutte le soluzioni proposte e dopo aver messo in campo abnegazione e professionalità, finora si sono visti riconoscere un premio una tantum e hanno visto assegnare premi a pioggia, anche a chi il fronte non lo ha mai visto”. Così Gianluca Zaccarelli, segretario provinciale di Nursind Parma e Reggio Emilia.
“La politica ha riempito trasmissioni intere, giornali, social – prosegue –. Tutti a ringraziare ed elogiare gli infermieri, promettendo che non si sarebbero dimenticati di noi. Invece sì che ci hanno dimenticato. Ci saremmo aspettati un riconoscimento da parte della politica, e invece ci siamo ritrovati con la Regione che ha gratificato con una spilletta al petto solo alcune figure. Si creano direttori delle professioni sanitarie con tutti i loro dirigenti, ma non si crea il benessere lavorativo. Bisognerebbe valorizzare in primis i soldati semplici, prima di creare nuove posizioni. Non si può più pensare che un esercito combatta e vinca battaglie senza le dovute gratificazioni professionali ed economiche. Basta con la frase ”Siamo tutti uguali”, perché non siamo tutti uguali. La professione infermieristica va tutelata e gratificata, perché potrebbe essere una di quelle che andranno a scomparire. Troppi rischi, troppi carichi di lavoro. E troppo poche le gratificazioni”.
Redazione Nurse Times
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