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Morti sospette all’ospedale di Argenta (Ferrara), si scava nel passato dell’infermiere indagato

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Nuovi sviluppi sulla vicenda relativa alle morti sospette dell’82enne Antonio Rivola e della 90enne Floriana Veronesi, avvenute il 5 e il 24 settembre all’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta (Ferrara). Nel registro degli indagati figura un infermiere, sul quale pende anche il sospetto di maltrattamenti ai danni di altri pazienti. Nello specifico, il dubbio, che si traduce nell’ipotesi di omicidio volontario, riguarda l’uso improprio di farmaci. Procura di Ferrara e carabinieri stanno ora approfondendo alcuni aspetti della vita del sanitario.

In primo luogo si cerca di chiarire se il titolo di studio conseguito sia veritiero. Dopo l’iniziale carriera da operatore socio-sanitario (oss), l’indagato sarebbe andato in Romania, dove avrebbe acquisito una laurea in Scienze infermieristiche o un titolo considerato equivalente. In secondo luogo gli approfondimenti si concentrano sull’attività lavorativa dell’indagato, che prima di approdare ad Argenta avrebbe prestato servizio in altre strutture ospedaliere tra la Toscana e l’Emilia-Romagna. Gli inquirenti cercano possibili indizi di altre morti sospette o maltrattamenti.

Nei mesi scorsi la sostituta procuratrice Barbara Cavallo, titolare del fascicolo d’indagine, aveva conferito un incarico medico-legale e tossicologico per capire se i decessi siano collegati all’eventuale abuso di Midazolam, un potente sedativo, utilizzabile solo in ambito ospedaliero e sotto stretto controllo medico. Ricerca non semplice, perché l’emivita, ossia la permanenza del farmaco nel sistema e nei tessuti non è molto elevata. In ogni caso – è bene ricordarlo – va provato anche il collegamento tra l’uso del medicinale e i decessi.

Dopo l’avvio dell’indagine, l’infermiere era stato sospeso dall’Ausl Ferrara, ma non sottoposto a misure cautelari, proprio perché va ancora chiarito se il reato sussiste. La stessa Azienda sanitaria aveva segnalato alcune circostanze considerate sospette sull’uso di Midazolam, sebbene dalle indagini interne non fosse emerso nulla di anomalo in merito ai decessi.

Redazione Nurse Times

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